Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il disegno di legge sull’autonomia differenziata che formalizza le intese tra il Governo e quattro Regioni: Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. Il provvedimento avvia il trasferimento di competenze specifiche dallo Stato alle amministrazioni regionali e rappresenta un passaggio istituzionale per l’attribuzione di nuove deleghe.
Gli accordi avranno una durata di dieci anni e entreranno in vigore dopo il voto del Parlamento. Per monitorare i costi e l’attuazione pratica delle riforme sarà istituita una Commissione paritetica incaricata di vigilare sull’applicazione delle intese.
Tra le materie trasferite alla Regione Veneto, indicate dall’articolo 116 della Costituzione, il testo governativo individua quattro ambiti principali. In materia di protezione civile il presidente della Regione potrà firmare ordinanze speciali durante le emergenze locali, con la possibilità di derogare temporaneamente alle leggi nazionali; per le emergenze più gravi di rilievo nazionale il governatore assumerà il ruolo di commissario delegato.
Il capitolo sulla tutela della salute è il più ampio: pur garantendo i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), la Regione potrà stabilire tariffe di rimborso autonome a carico del proprio bilancio, gestire in autonomia i fondi per l’edilizia ospedaliera, istituire fondi sanitari integrativi e destinare risorse specifiche per l’assunzione di nuovo personale medico. Il Governo ha inoltre assicurato che questa novità non comporterà tagli ai fondi del Servizio Sanitario Nazionale.
Sulle professioni la Regione potrà regolamentare alcune attività intellettuali legate all’economia del territorio; restano però escluse dalla riforma le professioni sanitarie e quelle regolate da ordini nazionali, come avvocati o ingegneri. Infine, in materia di previdenza, l’ente regionale potrà promuovere la creazione di nuovi fondi pensione complementari a livello locale.
Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ha definito l’approvazione «una giornata storica per il Veneto», sottolineando che «per la prima volta nella storia della Repubblica il Consiglio dei ministri ha approvato le intese definitive sull’autonomia differenziata». Secondo Zaia si tratta di «un primo traguardo concreto dopo anni di negoziati», ma «non esaurisce le richieste del territorio»: «Questo non è un punto di arrivo, è un punto di partenza», ha aggiunto, ricordando che il quadro costituzionale prevede fino a 23 materie delegabili e che il modello attuale dovrà servire da base per future trattative.
Zaia ha inoltre rivolto un appello al Parlamento affinché non rallenti l’iter: «Ora la parola passa al Parlamento, che auspico possa approvare rapidamente i provvedimenti, dando finalmente seguito alla volontà espressa dai veneti con il referendum del 22 ottobre 2017». Nel suo intervento il presidente del Consiglio regionale ha ringraziato i vertici dell’esecutivo, in particolare la premier Giorgia Meloni e il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, ribadendo la sua visione secondo cui la riforma porterà «responsabilità, efficienza e istituzioni più vicine ai cittadini».





























































