Per la nuova tassa sulle banche “non morirà nessuno”. E tre tra gli interventi-chiave al vaglio della manovra — l’allargamento della fascia Irpef, gli aiuti ai giovani neo-assunti e l’idea di una card per le spese mediche degli anziani — sono considerate opzioni alternative fra loro.
Al quinto giorno di riunioni del Fmi a Bangkok, con la crescita dell’Italia rivista allo 0,8%, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha invitato alla sobrietà in vista della legge di bilancio, che potrebbe slittare solo di qualche giorno e essere presentata in Parlamento “probabilmente la settimana prossima”. La manovra rischia di essere pesantemente ridimensionata non solo per lo shock energetico innescato da Trump con la guerra all’Iran, ma anche per l’aumento della spesa per interessi dovuto alla corsa degli spread, il cui “epicentro” sono gli Usa, come osservato dal governatore di Bankitalia Fabio Panetta seduto accanto al ministro.
Sulla proposta di un contributo a carico di banche, assicurazioni e istituzioni finanziarie per circa cinque miliardi, Giorgetti ha assicurato che si tratterà di un prelievo “sostenibile”, da calibrare nei negoziati, e lo ha definito anche un contributo alla riduzione degli spread, utile per i bilanci degli istituti che detengono Btp. Anche Forza Italia, attraverso il ministro degli Esteri Antonio Tajani, si è apertamente mostrata favorevole a un “contributo”.
Giorgetti ha sottolineato a Bangkok la “credibilità rinnovata della finanza pubblica, della sostenibilità e del debito” italiano e la necessità di avere “la chiara percezione di ciò che si deve fare, non semplicemente di ciò che si vuole fare”, parola che ha detto volesse servire “a beneficio del dibattito politico italiano”.
Dalla rosa di misure circolate nelle settimane scorse, spesso discusse come pacchetto, “dovrà cadere qualche petalo”: è la metafora usata per indicare che non tutte le proposte potranno essere inserite. Sull’ipotesi di allargare la fascia Irpef fino a 60.000 euro con aliquota al 33%, Giorgetti ha richiamato la scelta fra interventi selettivi o generalizzati. “Si può decidere — ha detto — di fare interventi per quanto riguarda le retribuzioni dei giovani, piuttosto che interventi focalizzati sugli anziani, piuttosto che interventi generalizzati sull’Irpef. Dato un ammontare disponibile di risorse, sono interventi anche alternativi”. Le decisioni, ha aggiunto, non saranno prese solo dal ministro ma saranno valutate insieme ai partiti, ai vertici e al presidente Meloni.
Per ora la manovra resta impostata a 23,5 miliardi. Ulteriori interventi potrebbero dipendere dalla flessibilità che si riuscirà a ottenere sul fronte delle spese per tenere conto dell’impatto dell’inflazione, tema su cui la premier Giorgia Meloni si è detta ottimista dopo un colloquio con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Giorgetti si è mantenuto prudente, pur registrando qualche margine: “due settimane fa avevo un quadro entrate e uscite, ora non è che sono ottimista ma andiamo nella giusta direzione”, ha osservato.
A Bangkok il ministro ha anche avviato un confronto con il commissario Ue agli Affari economici Valdis Dombrovskis sul possibile allentamento delle maglie europee riguardo alla clausola di salvaguardia per il caro energia, per affrontare il caro-prezzi, ma a deficit invariato (“a deficit invariato” è la condizione citata). Alcune altre misure, come l’estensione della flat tax per gli autonomi da 85mila a 100mila euro, non sono emerse pienamente al tavolo di Bangkok, così come la pensione anticipata contributiva a 64 anni o la questione di rendere strutturale il bollo auto. Il Fmi, nel consigliare di mantenere un profilo basso vista l’imprevedibilità dei mercati, ha contribuito a questa cautela.



























































