Il sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini, ha ricordato oggi, durante l’incontro “Articolo 21: il diritto di sapere. Stampa, libri, radio e Tv uniti nel garantire informazione e cultura ai cittadini”, che “giustamente la presidente Meloni oggi ha ricordato che stiamo lavorando anche in Europa al regolamento sul divieto di accesso ai social network: divieto totale sotto i 13 anni, l’accesso fino a 15 anni con i genitori e poi accesso libero da 15 anni”.
Barachini ha raccontato di vivere a Milano e di avere tre figli, descrivendo una forte preoccupazione per i recenti avvenimenti. Rispondendo a chi aveva detto “non li abbiamo visti arrivare”, ha osservato: “No, li abbiamo visti arrivare. Io li ho visti arrivare benissimo. Il mondo dell’informazione li ha visti arrivare benissimo”, aggiungendo che quanto accaduto rappresenta “un processo, come ha detto giustamente il ministro della Difesa, di guerra ibrida. Stiamo assistendo a una trasformazione della realtà: la percezione diventa realtà e la realtà viene raccontata come percezione”.
Il sottosegretario ha sottolineato il pericolo per la democrazia derivante da gruppi “in grado di intervenire nello spazio pubblico”. Secondo Barachini, queste forze hanno operato prevalentemente su due piattaforme: “Tiktok che è cinese e Telegram che è russa. Penso che la risposta stia già in questo passaggio”.
Barachini ha infine riferito che, recentemente, “la gentile responsabile italiana di Tiktok mi ha detto che loro fanno di tutto per moderare i contenuti, ma non non è abbastanza, perché se non riescono a percepire quello che è avvenuto nelle chat di ragazzi che hanno 15-16 anni delle scuole milanesi e a fermare questi flussi, non stanno facendo abbastanza”.





























































