sabato, Ottobre 17, 2026
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Bari, duemila olivicoltori in piazza: chiedono stato di crisi e stop all’olio tunisino

Sfilano a Bari circa duemila olivicoltori pugliesi che da stamattina si sono radunati in piazza Prefettura per chiedere l’attivazione dello stato di crisi del comparto. Dalla piazza si sono levati slogan come «In Puglia non c’è solo l’Ilva, c’è anche l’agricoltura» e «Caro ministro, ascolta questa piazza perché altrimenti non si potrà più lavorare con questi prezzi».

I produttori indicano come principale causa della crisi la concorrenza dell’olio tunisino immesso sul mercato europeo a prezzi più bassi. «L’olio a febbraio si vendeva a 7 euro al chilo – ha spiegato dal palco Francesco Losito, portavoce di Orgoglio Olivicolo – ed è lasciato nei magazzini alla vigilia della nuova campagna olivicola, ora lo si sta acquistando a 4 euro, speculando sul lavoro degli olivicoltori».

Una delegazione dei manifestanti sarà ricevuta alle 11.30 dalla prefetta di Bari e dall’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli. Tra le richieste presentate al prefetto e alla Regione, la dichiarazione dello stato di crisi e le misure conseguenti: sospensione dei contributi previdenziali, sospensione delle scadenze di mutui agrari e di cambiali agrarie e interventi a sostegno dei frantoi. I manifestanti avvertono che, in mancanza di risposte, «saremo pronti a marciare su Roma».