Orgoglio Olivicolo valuta positivamente l’annuncio del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sull’istituzione del Documento di Accompagnamento Olivicolo (DAO), ma conferma che la protesta non si ferma e chiede garanzie sulla sua effettiva applicazione. Il comitato ha inoltre ribadito la mobilitazione prevista per lunedì 12 ottobre a Bari.
La novità arriva in piena crisi per l’olivicoltura pugliese: le quotazioni dell’olio sono scese intorno ai 4 euro al chilo e i produttori hanno denunciato il rischio che la raccolta non riesca a coprire i costi. Nei giorni scorsi i sindaci del territorio hanno chiesto al Governo il riconoscimento dello stato di crisi e interventi urgenti.
«Prendiamo atto delle dichiarazioni delle ultime ore del ministro Lollobrigida sull’annunciata istituzione del DAO, il Documento di Accompagnamento Olivicolo, strumento che attraverso la digitalizzazione dei controlli e la piena tracciabilità nel SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) può contribuire alla tutela dell’origine dell’olio e alla difesa del vero extravergine italiano contro le contraffazioni», ha detto il comitato.
Orgoglio Olivicolo riconosce il valore del provvedimento, ma sottolinea la necessità che alle dichiarazioni seguano risultati concreti. «Il nuovo decreto, che introduce anche altre azioni tra quelle da noi auspicate, è certamente un passo in avanti. Ci riserviamo di verificarne la piena, effettiva e reale applicazione. Nel frattempo, la nostra mobilitazione continua», hanno aggiunto.
Restano aperte le altre richieste avanzate dalla filiera, a partire dalle misure per fronteggiare una crisi che minaccia la sostenibilità economica delle aziende agricole e dei frantoi.
L’appuntamento è per lunedì 12 ottobre, dalle 9.30, davanti alla Prefettura di Bari, dove sono attesi produttori, cooperative e frantoiani provenienti da tutta la Puglia.
Alla manifestazione parteciperà anche la OP Aproli, organizzazione dei produttori che fa parte di Orgoglio Olivicolo fin dalla sua nascita. Giuseppe Di Niso, rappresentante del gruppo e di Aproli, ha richiamato l’attenzione sulle questioni ancora irrisolte: «Il nostro obiettivo rimane quello di difendere il lavoro degli olivicoltori, garantire condizioni di mercato più eque e costruire prospettive di sostenibilità economica per le imprese. Accogliere positivamente un’apertura istituzionale non significa considerare conclusa la mobilitazione: significa riconoscere i passi avanti, continuando a chiedere risposte sulle questioni ancora aperte».
Il DAO rappresenta dunque un primo segnale da parte del Governo, ma non chiude la vertenza: la manifestazione di Bari servirà anche a chiedere risposte sulle altre misure necessarie a sostenere il settore.




























































