Il bilancio della sicurezza stradale in Italia nel 2025 mostra miglioramenti sul fronte delle vittime ma peggioramenti per incidenti e feriti, evidenziando la necessità di ulteriori interventi di prevenzione e sensibilizzazione.
Secondo i dati Aci, le vittime sono diminuite da 3.030 nel 2024 a 2.868 nel 2025, una riduzione di 162 decessi pari al 5,3%. Nel corso dell’anno si sono però verificati 177.207 incidenti stradali, con una media di 485 al giorno, mentre i feriti sono stati 237.822, circa 652 ogni giorno. Il 2025 è il primo anno solare completo successivo all’entrata in vigore del nuovo Codice della strada, avvenuta il 14 dicembre 2024.
Tra gli utenti della mobilità dolce emergono andamenti differenti. Gli incidenti che hanno coinvolto pedoni sono stati 20.129, con 419 vittime, in diminuzione del 10,9% rispetto al 2024. Per gli utilizzatori di monopattini si sono registrati 4.130 incidenti e 25 decessi, con un aumento dell’8,7%. Più marcata è la crescita della mortalità tra i ciclisti: le biciclette tradizionali sono state coinvolte in 15.504 incidenti, con 198 vittime (+20% rispetto al 2024), mentre per le biciclette elettriche gli incidenti sono stati 2.311 con 30 decessi, segnando un incremento della mortalità del 50%. Le differenze percentuali riportate si riferiscono al confronto con il 2024.
Il quadro nazionale si accompagna a un andamento preoccupante nella provincia di Bergamo. L’Associazione familiari vittime della strada, presieduta da Ivanni Carminati, conta per il 2025 un totale di 67 vittime considerando sia i decessi avvenuti sulle strade della provincia sia quelli di cittadini bergamaschi morti fuori dal territorio provinciale; nel 2024 il totale era stato di 56, con un aumento di undici vittime.
Nel dettaglio, i bergamaschi o residenti in provincia deceduti in incidenti stradali sono stati 46, contro i 37 dell’anno precedente. Di questi, 13 riguardano persone residenti nel territorio provinciale morte fuori provincia, rispetto alle 7 del 2024. Sono invece 8 le persone residenti altrove morte in incidenti avvenuti sulle strade bergamasche, a fronte delle 12 registrate nel 2024.
L’analisi temporale indica luglio come il mese con il maggior numero di decessi (dieci), seguito da giugno (otto). Le fasce orarie più critiche risultano quelle comprese tra le 6 e le 12 e tra le 12 e le 18, entrambe con 19 vittime. Venerdì e domenica sono i giorni della settimana con il bilancio più elevato, ciascuno con 12 decessi.
Per fasce d’età, la categoria maggiormente colpita è quella tra i 46 e i 65 anni, con 26 vittime. Tra i mezzi di trasporto, le automobili sono associate a 30 decessi, seguite da moto e scooter con 19. Il bilancio per genere riporta 45 uomini e 14 donne deceduti; queste cifre, tuttavia, non esauriscono il totale complessivo indicato per il territorio e richiedono un ulteriore chiarimento sulla composizione del dato.
Il presidente dell’Aci di Bergamo, Valerio Bettoni, sottolinea l’importanza della diminuzione registrata a livello nazionale, ribadendo la necessità di proseguire con continuità nelle attività di sensibilizzazione e formazione. “Sulla strada andiamo tutti, ogni giorno, e la sicurezza è un obiettivo primario per il quale c’è ancora molto da lavorare, perché i miglioramenti devono essere più consistenti”, afferma Bettoni.
L’impegno dell’Automobile Club di Bergamo si concentra sui percorsi di educazione e formazione nelle scuole, con particolare attenzione agli studenti degli istituti superiori che si avvicinano al conseguimento della patente. Queste attività si affiancano a iniziative rivolte alla cittadinanza e a collaborazioni con associazioni, enti e realtà locali, con l’obiettivo di consolidare una cultura della sicurezza condivisa.
In questo ambito ACI Bergamo ha partecipato alla campagna nazionale “Mobilità sicura” dal 20 marzo 2025 al 20 maggio 2026. Tra le iniziative realizzate figura anche la distribuzione di 10.000 copie del volume Strade sicure per tutti, destinate ad associazioni, enti e gruppi del territorio per sostenere progetti e attività di sensibilizzazione promossi anche a livello comunale. “Non mollare, questo è il nostro intento e andremo avanti”, conclude Bettoni, richiamando il valore della responsabilità individuale e collettiva per prevenire gli incidenti e tutelare la vita di chi percorre quotidianamente le strade.






























































