BOLOGNA — Novecentotrenta procedimenti di sfratto in un anno, svolti in 45 udienze: è il bilancio 2025 nella Città metropolitana di Bologna, secondo il report del sindacato inquilini SUNIA. La media è di oltre venti casi per udienza.
Quasi due sfratti su tre riguardano la morosità, mentre oltre uno su tre è dovuto alla finita locazione. Proprio la finita locazione è il fenomeno in crescita: in dieci anni, in Emilia-Romagna, è aumentata di 3,6 volte, rileva il SUNIA.
Nella città di Bologna gli sfratti pesano oggi per circa la metà del totale metropolitano. Il sindacato collega questo dato alle vendite degli immobili e agli affitti turistici brevi. Il confronto con i dati di settembre 2026 mostra una diminuzione degli sfratti per finita locazione del 30 per cento a Bologna, ma il problema rimane rilevante nell’area metropolitana.
Per quanto riguarda la morosità incolpevole, il protocollo che permette di evitare lo sfratto è stato attivato 48 volte su 402 casi possibili, secondo una stima del SUNIA. Da maggio il Piano Casa ha eliminato il Fondo dedicato: di conseguenza il protocollo è operativo solo nei comuni che hanno aderito.
Per affrontare gli sfratti dovuti alla finita locazione, il SUNIA indica come soluzione un investimento significativo nell’edilizia residenziale pubblica.
di Sofia Civenni






























































