sabato, Ottobre 17, 2026
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Bologna, Deisa Ebano festeggia 100 anni e inaugura il Museo d’impresa

L’azienda bolognese Deisa Ebano, guidata dalla famiglia Rossi e specializzata nella cura della calzatura e dei pellami, nella linea cosmetica per la casa e negli insetticidi, celebra il suo centenario inaugurando il Museo Deisa Ebano. L’impresa produce e distribuisce Calzanetto e i Marchi Storici di Interesse Nazionale Ebano, Zig Zag, Voilà e Aquila.

Allestito nella sede di via Collamarini a Bologna, il museo apre ufficialmente venerdì 16 ottobre e sarà poi visitabile dal pubblico su appuntamento, con ingresso gratuito (per informazioni e prenotazioni museo@ebano.com). L’allestimento e il catalogo scientifico sono curati dalla storica dell’arte Francesca Sinigaglia.

La collezione esposta comprende oltre 300 bozzetti d’autore, manifesti di grande formato, progetti di vetrine e prototipi, affiancati da macchinari d’epoca, strumenti produttivi, disegni originali, progetti inediti e fotografie di maestri del Novecento come Mingozzi, Mauzan, Pietra, Dudovich, Fontana e Migliori. Il percorso si propone come un viaggio nell’arte applicata alla comunicazione, attraversando il segno Déco, la sintesi razionalista, le atmosfere esotiche di inizio secolo, l’euforia del boom economico e la fotografia d’autore contemporanea.

Accanto ai grandi nomi, il museo valorizza anche decine di autori minori della grafica commerciale, ritenuti determinanti nella costruzione di un immaginario popolare che, nel corso dei decenni, si è ispirato agli stilemi di Fortunato Depero e Bruno Munari, al fumetto umoristico e ai chiaroscuri del linguaggio cinematografico. Tra gli oggetti in mostra figurano dalle lattine futuriste dell’insetticida Zig Zag alle solari scene da spiaggia con le bagnanti degli anni Cinquanta, fino ai veicoli pubblicitari degli anni Sessanta, che tornano oggi a brillare negli spazi aziendali.

“Creare un museo dentro la fabbrica – commenta Luca Rossi, presidente di Deisa Ebano – significa affermare che la nostra storia non è un ricordo, ma una parte del lavoro di ogni giorno”.