L’emergenza PFAS che nelle ultime settimane ha coinvolto Borgio Verezzi, Pietra Ligure, 35 utenze di Loano (nelle vie Costino di Monte Carmelo e San Damiano) e Villanova d’Albenga, con le ordinanze sindacali che hanno vietato l’utilizzo dell’acqua del rubinetto a scopo alimentare, si sposta anche sul fronte legale e della mobilitazione civica.
A Borgio Verezzi è partita una raccolta firme rivolta ai residenti e alle attività del territorio per conferire all’avvocato genovese Marco Vano un mandato di rappresentanza delle istanze della comunità e di interlocuzione con Servizi Ambientali. Tra gli obiettivi dell’iniziativa figurano la richiesta di risposte chiare su eventuali rimborsi, sui danni economici subiti dalle attività commerciali, sulla tutela dei cittadini e sul biomonitoraggio della popolazione. Il documento da sottoscrivere è disponibile presso alcune attività commerciali del paese.
I promotori spiegano le ragioni della mobilitazione: “La situazione si sta facendo sempre più seria e crediamo che sia arrivato il momento di affrontarla con determinazione, responsabilità e spirito di collaborazione — Non si tratta di fare polemica, né di andare contro qualcuno. Si tratta semplicemente di unire le forze, informarci e capire come tutelare noi stessi, le nostre famiglie e le nostre attività”.
Sempre a Borgio Verezzi, lo scorso 15 ottobre nella sala consiliare del Comune si è svolto un incontro tra le associazioni del paese promosso da ABA insieme a Croce Bianca, Vivere Verezzi, AIB, Agorà, ANPI, Due Zaini e un Camallo. L’assemblea ha predisposto una lettera aperta da inviare a Servizi Ambientali e, per conoscenza, a tutti gli enti preposti ai controlli, per rafforzare le azioni dell’Amministrazione Comunale e difendere i diritti dei cittadini.
“Sull’argomento — ha dichiarato il sindaco Renato Dacquino — l’intento è quello di essere informati puntualmente sulle soluzioni necessarie per risolvere il problema e sul punto sarà chiesto a Servizi Ambientali un incontro da fissare a breve per conoscere il cronoprogramma degli interventi che dovranno essere realizzati”. Le associazioni intervenute hanno manifestato adesione all’invio della missiva che verrà sottoscritta da tutti gli aderenti.
A Pietra Ligure la risposta è giunta tramite un esposto. L’iniziativa è partita dal cittadino Massimo Enrico, rappresentato dagli avvocati Gabriele Spotorno e Rocco Varaglioti, con la richiesta di accertamenti sulla gestione del servizio idrico, sul rispetto della normativa europea relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano e sulle possibili conseguenze per la salute pubblica. Al centro dell’esposto la necessità di fare chiarezza sulla gestione delle falde acquifere e sulle effettive tempistiche dei controlli analitici eseguiti negli anni sulla rete idrica.




























































