Brescia. Il Tribunale di Brescia ha pronunciato le condanne di primo grado nei confronti di tre imputati accusati, a vario titolo, di truffa, esercizio abusivo della professione medica ed estorsione: quattro anni e sei mesi di reclusione per Sara Duè, un anno e sei mesi per Yuri Tassinari e un anno per Flavia Piccioni.
Al centro del processo c’è la vicenda di una coppia residente sul lago d’Iseo che, nel 2023, si era rivolta ai tre nella speranza di trovare una cura per il figlio, di appena un anno, affetto da un tumore. I genitori, secondo l’accusa, avevano cercato su internet un’alternativa alle terapie ospedaliere e si erano affidati allo Scio, un dispositivo presentato come strumento di analisi bioenergetica e supporto al benessere, privo di capacità diagnostiche o terapeutiche comprovate.
La ricostruzione dell’accusa indica che il trattamento veniva proposto anche attraverso collegamenti a distanza con Città del Messico. La coppia avrebbe pagato oltre mille euro per alcune sedute e, per diversi mesi, il bambino avrebbe interrotto la chemioterapia seguita al Civile di Brescia. Il peggioramento del quadro clinico aveva poi spinto i genitori a tornare alle cure ospedaliere; il bambino è successivamente deceduto. Il caso era stato ricostruito anche da un servizio di Striscia la notizia.
Dopo la denuncia, le indagini avrebbero accertato che Duè avrebbe minacciato i genitori di intraprendere un’azione legale per ottenere alcune migliaia di euro qualora non avessero ritirato le accuse. L’inchiesta, coordinata dalla sostituta procuratrice Benedetta Callea, aveva portato il 12 settembre 2024 agli arresti domiciliari degli imputati. Il processo si è aperto nel marzo 2025 e si è concluso con le condanne di primo grado; la difesa di Sara Duè ha annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza dopo aver esaminato le motivazioni.
Il nome di Sara Duè e di Yuri Tassinari è inoltre collegato a un’altra denuncia relativa alla morte di Massimo Mariani, 46enne di Ravenna deceduto nel giugno del 2023 per una grave forma di un raro tumore diagnosticata nel 2021: anche Mariani si era rivolto alla “sciamana”. Sul caso è intervenuta la madre dell’uomo, Gabriella Sarti, che ha raccontato: «Quando era malato mio figlio conobbe una donna che lo convinse delle sue idee, ovvero che lui non aveva un tumore. Gli diceva che aveva un’infezione provocata dai vaccini e gli propose alcune sedute di cure alternative, tra cui l’ipnosi».




























































