martedì, Ottobre 20, 2026
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Brescia, polveri sottili oltre i limiti: 26 giorni di sforamenti nel 2026

Brescia. L’inquinamento atmosferico in città è tornato a salire prima ancora dell’accensione dei riscaldamenti. Tra giovedì e venerdì le centraline dell’Arpa hanno rilevato concentrazioni di polveri sottili oltre la soglia consentita, portando a 26 il numero di giornate di sforamento registrate dall’inizio del 2026.

Venerdì la media giornaliera di Pm10 al Villaggio Sereno ha raggiunto i 64 microgrammi per metro cubo, contro il limite di 50; valori analoghi sono stati registrati in via Tartaglia con 66 microgrammi e al Broletto con 61. Anche le Pm2,5 hanno mostrato concentrazioni elevate: 46 microgrammi al Villaggio Sereno, 43 in via Tartaglia, 41 al Broletto e 42 a San Polo.

L’Arpa classifica come «scarsa» la qualità dell’aria per circa 200mila persone in città, oltre a migliaia di residenti nell’hinterland e nella Bassa. La situazione è particolarmente critica a Rezzato, dove i giorni di superamento della soglia del Pm10 sono già 43 dall’inizio dell’anno: il limite europeo di 35 giornate annue è dunque stato ampiamente oltrepassato, e la concentrazione media si attesta a 70 microgrammi per metro cubo. Una parte rilevante del particolato in quest’area è riconducibile alle attività estrattive delle cave di marmo.

Per ora i riscaldamenti non sono ancora stati accesi: l’avvio è stato prorogato al 22 ottobre. Con l’arrivo dell’inverno, l’inversione termica può favorire l’accumulo degli inquinanti vicino al suolo; se non si verificheranno precipitazioni abbondanti a novembre e dicembre, le giornate oltre soglia potrebbero arrivare a una quarantina, aggravando il quadro rispetto alle norme europee. La Lombardia è già interessata da due procedure d’infrazione comunitarie.

Sul lungo periodo, però, si segnala qualche miglioramento: negli ultimi anni il numero di giornate fuorilegge è diminuito di circa due terzi rispetto a vent’anni fa — nel 2006 erano state 146. A contribuire sono stati il rinnovo del parco auto e la sostituzione degli impianti di riscaldamento, anche se la riduzione delle concentrazioni procede lentamente: la media del Pm10 scende di appena 1,1 microgrammi per metro cubo all’anno.

Attualmente Brescia rispetta, in tutte le centraline, il limite annuale di Pm10 fissato a 40 microgrammi per metro cubo, con una media cittadina di 26 nel 2025. Dal 2030, tuttavia, la soglia europea sarà dimezzata a 20 microgrammi; al ritmo attuale di miglioramento, la città potrebbe raggiungere questo obiettivo soltanto nel 2033. Mancano 74 giorni alla fine del 2026 e il bilancio delle giornate di sforamento è destinato probabilmente a salire nei mesi più critici per la qualità dell’aria.