martedì, Ottobre 20, 2026
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Brescia, scontri in piazza: Digos trova bombe carta e sassi a casa del presunto istigatore

Le indagini sugli scontri di sabato pomeriggio in piazza Paolo VI a Brescia proseguono con l’analisi dei filmati e nuove perquisizioni disposte dalla Digos.

Durante una delle perquisizioni gli investigatori avrebbero trovato nell’abitazione di un 31enne bresciano bombe carta, sassi e indumenti ritenuti utilizzati nei disordini. L’uomo, legato al circolo anarchico Bonometti del Carmine, è già noto alle forze dell’ordine e sarebbe stato denunciato anche per alcune scritte comparse nei mesi scorsi contro il questore Paolo Sartori. La sua posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti.

Per gli incidenti di sabato sono già stati denunciati 11 giovani: tra loro due 14enni, sei 16enni, un 17enne e due ragazzi diventati maggiorenni da pochi mesi. Si tratta, secondo le prime ricostruzioni, di italiani di seconda generazione, per lo più studenti e residenti in città. Le indagini potrebbero però estendersi ad altri componenti del gruppo: circa una trentina di giovani incappucciati sarebbero stati ripresi dalle telecamere durante gli scontri.

Nel corso della manifestazione contro il caro vita alcuni ragazzi con il volto coperto avrebbero lanciato sassi contro le forze dell’ordine e rovesciato i tavolini dei locali. Una funzionaria responsabile del servizio di ordine pubblico è stata raggiunta alla caviglia da un sampietrino. Durante le perquisizioni ad alcuni minorenni sarebbero stati sequestrati anche bastoni e manganelli.

La polizia Scientifica sta esaminando e confrontando i filmati per identificare con precisione le persone coinvolte e ricostruire le singole condotte. L’attività procede in coordinamento con la Procura, che sarà aggiornata una volta completati gli accertamenti.

Un filone significativo dell’inchiesta riguarda il ruolo dei social, in particolare TikTok: gli investigatori ipotizzano che i giovani si siano organizzati online per raggiungere la piazza e che le comunicazioni abbiano diffuso indicazioni su luogo e orario dell’incontro. Si sta cercando di chiarire se vi sia stata una regia comune e quale ruolo abbiano avuto persone adulte nell’alimentare la tensione.

Secondo le prime informazioni molti dei ragazzi provengono da famiglie integrate, con origini in Nord Africa, Serbia, Brasile e Sri Lanka. Per diversi di loro non risultano precedenti rilevanti, salvo eventuali episodi di lieve entità. Al momento non emergerebbe un coinvolgimento significativo di giovanissimi sotto i 14 anni, che non sono imputabili penalmente.

L’obiettivo degli accertamenti è definire le responsabilità individuali e prevenire nuovi episodi. La Digos sta seguendo sia il possibile collegamento con ambienti anarchici sia le dinamiche dei gruppi giovanili, in un quadro investigativo che resta in evoluzione.