Brescia si prepara a rafforzare misure di prevenzione e controllo dopo i disordini scoppiati sabato scorso in piazza Paolo VI, quando un corteo contro il caro vita è degenerato in scontri con le forze dell’ordine. L’obiettivo dichiarato dalle autorità è evitare nuove tensioni, anche in corrispondenza della «Marcia per l’accoglienza e la cittadinanza» in programma sabato pomeriggio.
La strategia è stata discussa in un incontro a Milano che ha visto la partecipazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del sottosegretario Nicola Molteni, del capo della Polizia Vittorio Pisani e dei questori lombardi, tra cui il bresciano Paolo Sartori. Sul territorio, la necessità di rafforzare i presidi di sicurezza è stata ribadita anche durante il confronto tenutosi mercoledì sera in Prefettura a Brescia tra il prefetto Andrea Polichetti e il questore. Le misure non saranno limitate al prossimo fine settimana, ma interesseranno stabilmente i punti nevralgici della città.
Oltre all’attività di controllo, via Botticelli ha annunciato un potenziamento delle azioni preventive, con il coinvolgimento di scuole, famiglie e centri giovanili per sensibilizzare i più giovani sulla legalità e sulle conseguenze penali dei comportamenti violenti. È previsto anche un monitoraggio delle piazze e degli ambienti digitali dove potrebbero maturare nuove tensioni.
Proseguono intanto le indagini per l’identificazione dei partecipanti agli incidenti: finora sono 12 le persone denunciate, in prevalenza minorenni o giovani appena divenuti maggiorenni. Altri sei ragazzi, alcuni dei quali minorenni, sono stati individuati attraverso l’analisi dei filmati delle forze dell’ordine e la loro posizione è ancora al vaglio; non si escludono ulteriori provvedimenti nelle prossime ore.
Gli scontri sono esplosi al termine di una manifestazione che fino a quel momento si era svolta senza particolari tensioni. Secondo quanto emerso, una trentina di giovani avrebbe preso parte alle azioni violente, lanciando petardi, sampietrini, sedie e tavolini dei locali affacciati sulla piazza; la polizia ha risposto anche con l’utilizzo di lacrimogeni. Durante gli incidenti è rimasta ferita una funzionaria della questura, dirigente del servizio di ordine pubblico, colpita alla caviglia da uno degli oggetti lanciati: per lei la prognosi è di 25 giorni.
Tra i denunciati figura inoltre un uomo ritenuto vicino agli ambienti anarchici cittadini, sospettato di aver fomentato i disordini. Nel corso della perquisizione domiciliare sarebbero state trovate bombe carta e gli abiti che avrebbe indossato durante la manifestazione; l’uomo sarebbe inoltre riconducibile alle scritte con minacce di morte rivolte al questore Sartori comparse sui muri della città nelle scorse settimane.
Il questore ha definito gravissima l’aggressione alle forze dell’ordine impegnate a garantire il diritto di manifestare pacificamente e ha sottolineato che i responsabili dovranno rispondere delle proprie condotte, auspicando che le conseguenze giudiziarie rappresentino un deterrente. Sulla stessa linea il prefetto Polichetti, che ha assicurato la massima attenzione e il coordinamento con carabinieri e guardia di finanza. Le istituzioni si stanno preparando a diversi scenari per sabato, senza al momento indicare criticità già accertate.
A preoccupare le autorità è la presenza, tra i protagonisti degli episodi più violenti, di giovanissimi non necessariamente collegati a gruppi già noti alle forze dell’ordine: un elemento che rende centrale l’attività preventiva e il lavoro con le realtà educative e sociali del territorio, oltre alla sorveglianza delle piazze e degli ambienti digitali.
































































