giovedì, Ottobre 22, 2026
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Caraibi: segretaria del Commonwealth chiede a re Carlo III scuse formali per la schiavitù

La segretaria generale del Commonwealth, la diplomatica ghanese Shirley Botchwey, ha invitato il re Carlo III ad andare oltre il previsto messaggio di condanna della tratta degli schiavi e a valutare un atto formale di scuse per la piaga legata all’eredità del colonialismo britannico.

L’appello è arrivato in un’intervista concessa a Sky News Uk, a pochi giorni dalla partenza del quasi 78enne monarca per una missione nei Caraibi e in America Latina. Il viaggio, previsto dal 27 ottobre al 4 novembre, lo porterà prima in Guyana, poi nelle isole Bahamas e infine ad Antigua e Barbuda, dove sarà raggiunto dalla regina Camilla e presiederà, affiancato dalla stessa Botchwey, la riunione annuale dei leader dei Paesi del Commonwealth.

Nelle parole della segretaria generale, rispettose ma nette, un mea culpa solenne “non farebbe male”. Botchwey ha osservato che molti Paesi un tempo colonizzati “lo chiedono” a voce alta e che l’avvio di una “discussione” sulla prospettiva di “qualche forma di riparazioni” da parte di Londra è ormai “maturo”, pur riconoscendo che si tratta di “un argomento difficile”.

Buckingham Palace ha fatto sapere che il re “non intende eludere” il tema della schiavitù durante il viaggio e si propone di compiere un passo in avanti nel riconoscimento dei “giorni più oscuri” del passato. Nel 2021, allora prince di Galles, Carlo aveva definito il fenomeno “un’atrocità” destinata a “macchiare per sempre la storia” britannica, parole che tuttavia non si sono mai tradotte in un atto di scuse ufficiale a nome del Regno Unito. Secondo il testo, questo è avvenuto anche per evitare di offrire una sorta di placet reale a richieste di riparazioni economiche potenzialmente gravose: richieste su cui tutti i governi britannici recenti si sono finora rifiutati di aprire spiragli.