sabato, Ottobre 17, 2026
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Carlo Felice: folla e applausi a scena aperta per la prima di Le nozze di Figaro

Gran folla al Carlo Felice per lo spettacolo inaugurale della stagione lirica: Le nozze di Figaro di Mozart. Il teatro, vestito a festa, ha registrato un successo caloroso con numerosi applausi a scena aperta e al termine della recita. Presenti molte autorità, fra cui la sindaca Silvia Salis nella sua funzione di presidente della Fondazione.

La stagione 2026/27 è la prima formalmente ideata dal nuovo vertice del teatro, composto dal sovrintendente Michele Galli e dal direttore artistico Federico Pupo, dopo che il precedente cartellone era stato ereditato dalla vecchia governance. Il Carlo Felice resta alla ricerca di una stabilità economica in grado di proteggerlo da possibili criticità e alcuni problemi interni devono ancora trovare soluzione. Prima dell’inizio dello spettacolo è stato letto un documento dei sindacati che, assicurando il massimo impegno dei dipendenti e il loro attaccamento al teatro, ha auspicato un confronto aperto con la dirigenza per risolvere alcuni nodi interni.

Per l’apertura il teatro ha scelto Le nozze di Figaro in un allestimento proveniente dal Regio di Torino, con impianto scenografico di Daniel Bianco. La struttura ampia e disadorna del primo atto ha creato qualche problema ai cantanti, meno “protetti” dalla scena e sovrastati dal suono dell’orchestra; le scene successive, più ricche, hanno invece favorito un migliore rapporto buca-palcoscenico.

Sul podio Jordi Bernacer ha garantito una lettura vivace e ben organizzata, seppure a tratti forse un po’ troppo spedita. Brillante e vivace la regia di Emilio Sagi, ripresa da Matteo Anselmi, pur con qualche scelta discutibile nel primo atto.

Nel cast Carmela Remigio è stata una splendida Contessa, Daniela Cappiello ha offerto una Susanna godibilissima sul piano vocale e scenico e Sonia Ganassi ha costruito una brillante Marcellina. Buona prova anche di Josè Maria Lo Monaco nel ruolo dell’indiavolato Cherubino. Roberto De Candia è stato apprezzato nel ruolo del Conte, mentre Vito Priante, nel ruolo di Figaro, è andato in crescendo. Positivo il contributo del coro istruito da Giulio Magnanini; puntuale il supporto ai recitativi da parte di Sirio Restani al fortepiano, ed elegante la scena del ballo con coreografia di Nuria Castejon.