AVERSA – La Procura di Aversa Napoli Nord ha presentato appello al tribunale del Riesame chiedendo misure cautelari più severe nei confronti degli indagati nell’inchiesta sul presunto sistema di false certificazioni mediche utilizzate per ottenere l’invalidità civile dall’Inps. L’impugnazione è stata promossa dai pubblici ministeri Giovanni Corona, Mariacristiana Bonomo e Giulia Basile, che ritengono le misure disposte dal Gip insufficienti rispetto alla gravità delle condotte e al rischio di reiterazione.
Nel ricorso sono coinvolti Vincenzo Simeone, 50 anni, già consigliere comunale a Casal di Principe e provinciale; il cugino Gianluca, 36 anni, entrambi di Casal di Principe; Iolanda Di Caterino, 29 anni, di San Cipriano d’Aversa; e l’ex consigliere comunale Antonio Cantile, 41 anni, di Trentola Ducenta. Per i primi tre il Gip aveva disposto l’interdizione dall’attività di assistenza fiscale e previdenziale, mentre per Cantile la richiesta cautelare era stata respinta. I pubblici ministeri chiedono ora l’applicazione degli arresti domiciliari per tutti e quattro.
L’appello interessa inoltre diversi professionisti: la Procura sollecita per loro la sospensione dall’incarico di consulente tecnico e il divieto di esercitare la professione medica. Al centro della controversia resta la qualificazione dell’attività contestata come associazione per delinquere. Il Gip ha ritenuto insufficienti gli elementi a dimostrare una struttura stabile, mentre la Procura sostiene che il Caf di Casal di Principe sarebbe stato utilizzato come organizzazione per confezionare certificati falsi.






























































