sabato, Ottobre 17, 2026
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Caserta: Cassazione inammissibile, camionista assolto per la morte di Vicidomini

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura generale di Napoli contro l’assoluzione di Pasquale Acierno, l’autista del camion coinvolto nell’incidente stradale del 19 febbraio 2019 sull’autostrada A1 Roma-Napoli, nel territorio di Calvi Risorta. Nell’impatto perse la vita Antonio Vicidomini, allora 50enne, originario di Pozzuoli.

L’episodio avvenne mentre Acierno guidava un autocarro Iveco lungo la corsia di marcia lenta. Nella stessa direzione procedeva una Lancia Flavia, condotta da Bruno D’A., a bordo della quale viaggiava come passeggero Vicidomini. L’auto urtò la parte posteriore del mezzo pesante e il passeggero morì per l’impatto.

All’autista del camion era contestato di aver causato l’incidente perché avrebbe proceduto a velocità molto ridotta, tra i 16 e i 23 km/h, e si stava spostando verso la corsia di emergenza, creando una situazione di pericolo. In primo grado, con il rito abbreviato, Acierno era stato assolto “perché il fatto non sussiste”. La Corte d’appello di Napoli aveva poi confermato l’assoluzione nell’ottobre 2025.

La Procura generale ha impugnato la sentenza in Cassazione sostenendo che la bassa velocità del camion e la sua posizione avrebbero contribuito all’incidente. La Corte però ha richiamato il principio secondo cui, quando esistono due sentenze conformi di assoluzione, il ricorso della Procura è ammesso soltanto per motivi molto limitati e non può essere utilizzato per chiedere una nuova valutazione dei fatti e delle prove.

I giudici di merito avevano ritenuto che la causa dell’incidente fosse la distrazione prolungata di D’A., il quale avrebbe potuto vedere il camion a circa 95 metri di distanza e avere il tempo di frenare o cambiare direzione. Inoltre l’autocarro procedeva nella prima corsia di un tratto rettilineo, con piena visibilità e senza traffico, e lo spostamento verso destra aveva ampliato lo spazio per un eventuale sorpasso.

La Cassazione ha dunque concluso che il ricorso della Procura mirava a ottenere una nuova lettura delle prove, non consentita in presenza di una doppia assoluzione, e lo ha dichiarato inammissibile. Non sono state riconosciute le richieste di risarcimento avanzate dalle parti civili.