Caserta (pm) – È stato pubblicato il resoconto della seconda riunione di lavoro, svoltasi il 7 ottobre 2026, della Conferenza di Servizi convocata per esaminare il “Progetto di dismissione con recupero e riuso del piazzale, ai sensi dell’art. 28 NdA del PRAE, della cava di calcare sita in loc. Monte, frazione San Clemente, nel Comune di Caserta”, proposto dalla Ditta Iuliano S.r.l. Al documento, di marcato contenuto tecnico, hanno partecipato vari enti; Comune e Provincia di Caserta hanno espresso il loro parere e i lavori sono stati aggiornati al prossimo 18 novembre.
Dal resoconto emergono innanzitutto questioni procedurali e di trasparenza. In apertura di riunione il responsabile unico del procedimento (RUP) ha richiamato i partecipanti al divieto di registrazione audio o video, nonché alla non diffusione di immagini, registrazioni o informazioni acquisite nel corso della seduta, “fatti salvi gli atti e le informazioni che saranno resi pubblici dall’Amministrazione”.
Sul merito del progetto, l’architetto De Rosa, in rappresentanza del Comune di Caserta, ha osservato che “allo stato degli atti non risulta accertata la compatibilità della specifica destinazione produttiva con lo strumento urbanistico comunale vigente, con conseguente necessità di verificare la fattibilità di un eventuale procedimento di variante urbanistica”, e che non risulta adeguatamente dimostrata la presenza di tutti i requisiti tassativi previsti dal PRAE, in particolare riguardo alla viabilità di adduzione al sito, all’assenza di effetti inquinanti, alla coerenza morfologica e al sistema del verde. De Rosa ha inoltre rilevato come la configurazione progettuale, che prevede la ricezione di 108.000 t/anno di materiali provenienti dall’esterno, il loro trattamento industriale e la commercializzazione degli aggregati prodotti, costituisca “una funzione produttiva autonoma che deve essere valutata secondo la disciplina del riuso per attività secondarie e non può essere considerata quale attività accessoria al recupero della cava”. In considerazione di queste osservazioni, alla ditta proponente è stata richiesta un’integrazione documentale da depositare entro la riunione del 18 novembre.
La posizione comunale, inizialmente interpretata da parte della stampa locale come possibilista, è stata poi chiarita dalla Commissione straordinaria con un comunicato stampa dell’indomani, secondo il quale il parere espresso dall’architetto De Rosa deve ritenersi “senz’altro non favorevole”.
Dal resoconto si apprende inoltre che, secondo la rappresentanza comunale, le aree interessate dall’intervento non risultano sottoposte a vincolo paesaggistico; il documento segnala anche che il responsabile per le autorizzazioni paesaggistiche comunali è stato recentemente sostituito. Il giornale ha tentato di verificare la questione della vicinanza al complesso dell’Acquedotto Carolino, bene UNESCO soggetto ad alta tutela, senza però giungere a una conclusione definitiva. L’unica certezza indicata nel resoconto è che le zone sono state percorse dal fuoco e dovrebbero pertanto risultare nel Catasto Incendi con le relative inibitorie.
Anche la Provincia di Caserta ha ritenuto gli atti depositati non adeguati e ha chiesto integrazioni al dossier.
Nel documento si evidenzia come una parte non irrilevante degli enti partecipanti abbia già espresso pareri contrari: gli estensori del resoconto nutrono dubbi sulla possibilità che semplici integrazioni documentali possano superare le criticità sollevate.
Infine, il resoconto segnala un’incongruenza nelle attestazioni depositate: mentre la relazione della società proponente dichiara che “l’area del piazzale è classificata in classe acustica V ‘Aree Prevalentemente Industriali’”, il parere favorevole di impatto acustico rilasciato dal tecnico comunale indica la classe d’uso II. Gli autori del resoconto ammettono la possibilità di aver frainteso tale elemento.































































