Caserta (pm) – La provincia e il capoluogo producono così tanti fatti di cronaca che spesso restano in ombra episodi apparentemente secondari, pur rappresentativi di un degrado più diffuso che esaspera i cittadini. La redazione riceve numerose segnalazioni da parte di lettori su inefficienze, irregolarità, disservizi e abusi quotidiani, senza che sempre sia chiaro a chi rivolgersi.
Il giornale non può però dare seguito a ogni segnalazione, dovendosi concentrare su vicende di malaffare e sulla crisi sociale che colpisce il territorio. Il “vaso di Pandora” della corruttela nella pubblica amministrazione, osserva la redazione, è stato recentemente scoperto, e si auspica che l’azione del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Pierpaolo Bruni, prosegua con decisione.
Nonostante le priorità investigative, la redazione ritiene necessario dare spazio anche a chi denuncia problemi della vita quotidiana, spesso ignorati dalle autorità cittadine. Una prima segnalazione, firmata da un lettore di cui si preferisce non rivelare il nome, è accompagnata da una foto che documenta le condizioni in cui si trova largo Quintavalle, nella zona del mercato bisettimanale. Il cittadino commenta: “…versa così da diversissimi mesi senza che qualcuno intervenga. Dobbiamo assistere inerti al degrado della nostra città????????”
Un’altra segnalazione riguarda la presenza, in piazza Vanvitelli, di uno straniero a dorso nudo ripreso mentre si lava la testa a una delle fontanine. Piazza Vanvitelli è indicata come il “salotto buono” della città, per la concentrazione di istituzioni quali Comune, Prefettura e Questura, e il gesto viene descritto come se fosse compiuto “come se fosse la cosa più normale di questo mondo”.
Pur definendo l’episodio un atto di inciviltà — e probabilmente sanzionabile secondo il regolamento di polizia urbana — la redazione osserva che, per quel che definisce “ideologismo immigrazionista molto diffuso a Caserta”, il caso potrebbe essere letto attraverso categorie di pregiudizio razziale. Viene inoltre sollevato il dubbio sul destino degli “ingenti stanziamenti pubblici destinati ai mediatori culturali”, che, a giudizio della redazione, sembrano avere scarsa efficacia alla luce di quanto avviene in città.





























































