Il Comitato Macrico Verde di Caserta ha cambiato strategia comunicativa per opporsi ai progetti della Curia e della Regione Campania relativi al fondo di 33 ettari nel cuore della città. Dopo anni di comunicati stampa, il comitato ha scelto strumenti audiovisivi ritenuti più efficaci, con l’obiettivo di bloccare un’operazione che, in vista di un primo finanziamento regionale da 15 milioni di euro, prevede la realizzazione di parchi tematici fortemente infrastrutturati e ancora indefiniti nei dettagli.
Proprietà dell’area è la Fondazione Casa Fratelli Tutti, il cui piano prevede, secondo il comitato, il recupero finale di 250 mila metri cubi di volumi. Il comitato civico ha affidato ai video autoprodotti l’evidenza delle presunte contraddizioni del progetto: a fronte delle narrazioni ufficiali sulla tutela del verde, gli interventi delineati comporterebbero un’ingente perdita di alberi e di vegetazione per far spazio a prati ornamentali e a viali di servizio destinati agli immobili riqualificati, pensati per ospitare attività e servizi descritti come ad alto impatto ambientale.
Un primo video del Comitato è già stato pubblicato; nelle ultime ore è stato diffuso un secondo filmato che, si legge nella nota, mostra la reale portata dei piani di intervento sull’area. La scelta di passare all’audiovisivo nasce anche dalla volontà di raggiungere fasce di popolazione — in particolare i più giovani — meno sensibili ai tradizionali comunicati stampa.
Secondo il comitato, la strategia adottata in via del Redentore per raccogliere consensi al progetto è stata capziosa e mistificatoria. In una prima fase sarebbero stati coinvolti operatori legati all’intrattenimento che, in forme paracommerciali, avrebbero attratto cittadini in cerca di occasioni di svago, citando l’esperienza della villetta Maria Carolina. Sono poi state aggregate associazioni e gruppi amatoriali, concessi spazi considerati colpevolmente negati dalla città — tra questi lo spazio per i cinofili, paragonato a un “sgambatoio” per cani altrimenti lasciati a correre in piazza Carlo di Borbone — e sarebbero stati cooptati enti di promozione sociale che confidano nei finanziamenti pubblici per insediarsi nella nuova cittadella prevista dal progetto.
Il comitato segnala un’accelerazione dopo la promessa dei 15 milioni di euro a nome di Roberto Fico: definisce l’azione successiva come lo schieramento dei “cavalli di Frisia” del consenso. Nel contesto citato, la nota osserva come la Chiesa casertana — pur essendo nettamente avversa alla guerra — non si sia mostrata scomposta nell’ipotesi di restituire nuova vita alle sopravvenienze militari presenti nell’area, rimuovendo strutture allora fatiscenti, circostanza che, secondo il comitato, comporterebbe costi ingentissimi e un danno per il verde.
All’inizio di ottobre, sempre secondo la ricostruzione fornita dal comitato, la Curia ha disposto l’affidamento in uso di una porzione di terreno di 3 ettari, con la consegna simbolica delle chiavi, all’Istituto Tecnico Statale “Buonarroti” di Caserta per asseriti scopi didattici. Dalle cronache di quel giorno sarebbe emerso che l’uso riguarderebbe “una serie di attività nell’ambito di un progetto che, con il tempo, sarà esteso anche agli istituti comprensivi, agli scout e a parte della comunità”.
Il comitato critica la frammentazione della superficie del Macrico: un’operazione che, secondo la loro lettura, tradirebbe la vocazione dell’area alla conservazione della natura, essendo la sua unicità legata proprio all’integrità territoriale. La frammentazione sarebbe funzionale, sempre secondo il comitato, a raggruppare interessi diversi in vista della scomposizione del terreno per i parchi tematici previsti.
Quanto all’impiego didattico, il comitato riconosce plausibilità per l’indirizzo agrario, mentre definisce una forzatura l’uso per altri indirizzi. A titolo di esempio si riporta la previsione che gli studenti dell’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio siano impiegati in “rilevazioni topografiche”, osservando che oggi i rilievi satellitari (GNSS/GPS) rappresentano uno dei pilastri della topografia moderna. Nella nota il comitato si interroga inoltre su quando la dirigenza scolastica abbia sviluppato questa attenzione per il campo aperto, ricordando che esistono già soluzioni praticabili nei terreni che contornano il capoluogo, anche attraverso intese con i servizi forestali regionali.
L’articolo segnala infine la pubblicazione del nuovo video del Comitato Macrico Verde come ulteriore strumento informativo messo in campo dalla componente civica.
































































