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Caserta: morte dell’ingegnere Bernardo Blasio, fallimento del 118 e accuse a Fico e Trama

CASERTA — Alle 18:52 di venerdì 16 ottobre, cinque ambulanze del 118 erano ferme fuori dal Pronto Soccorso dell’ospedale civile di Caserta. In serata è stato confermato il decesso dell’ingegnere 74enne Bernardo Blasio, con studio in via Picazio, che nel pomeriggio era caduto da tre metri d’altezza mentre si trovava in un cantiere in via Toscana a Casagiove.

Secondo la ricostruzione fornita dal giornale, l’ambulanza che ha soccorso l’ingegnere è partita dalla postazione di San Felice a Cancello e ha dovuto percorrere la tratta verso Casagiove attraversando l’area semaforizzata tra Santa Maria a Vico e l’ingresso della Variante. Il testo denuncia un «fallimento cronico» dell’organizzazione del 118 in provincia di Caserta, segnalando la carenza di mezzi nelle postazioni di Caserta, della Rianimativa e di Santa Maria Capua Vetere, senza attribuire tali carenze al personale operativo.

La stessa ricostruzione segnala come, in più occasioni, operatori del 118 non siano stati autorizzati a sbarellare i pazienti fuori dai Pronto Soccorso, con ambulanze costrette a rimanere ferme per ore davanti alle strutture, tra cui quelle di Caserta, Marcianise e Aversa. Le cinque ambulanze osservate fuori dall’ospedale civile di Caserta sono descritte come simbolo di questa situazione di stallo.

Nel caso di Bernardo Blasio, il personale dell’ambulanza ha constatato condizioni gravissime. Sempre secondo il racconto pubblicato, l’ingegnere non sarebbe stato immediatamente sbarellato e preso in carico dal Pronto Soccorso; dopo l’ingresso dell’equipaggio, gli è stata eseguita una TAC ma il decesso è stato constatato pochi minuti dopo. Il giornale annuncia l’intenzione di verificare quanto tempo l’ambulanza di San Felice a Cancello sia rimasta ferma con il paziente a bordo davanti al Pronto Soccorso prima dell’ingresso.

Nel pezzo si osserva inoltre una critica all’ASL di Caserta e a un dirigente della stessa, il cui nome non viene riportato per le reazioni definite «scomposte e malmostose». Il giornale ricorda anche di aver in passato definito «assassini» i governanti pro tempore per analoghe criticità del sistema dell’emergenza e riferisce di aver ricevuto in passato una querela dall’allora presidente De Luca, querela poi archiviata dall’autorità giudiziaria.

Il testo indica come principali responsabili, a livello regionale, il presidente e assessore alla Salute Roberto Fico e il direttore generale reggente della Direzione Generale Tutela della Salute della Regione Campania, Ugo Trama, cui vengono chieste risposte per le carenze denunciate.