La morsa della protesta degli autotrasportatori si sta allentando, seppur a macchia di leopardo, sulle strade campane. Dopo giorni di blocchi le arterie autostradali principali sono tornate libere: i tir che occupavano due corsie su tre lungo l’A1 Milano‑Napoli e l’A30 Caserta‑Salerno hanno rimosso i presidi, così come sono stati eliminati i blocchi nell’area industriale di Teverola‑Carinaro, dove si trovano i magazzini della grande distribuzione.
Insegne come Eurospin, Md, Conad e Famila hanno riavviato le consegne, anche se frutta, verdura e carne restano ancora carenti.
Restano però criticità sul fronte della viabilità locale: se i presidi di Caserta Sud e Caserta Nord sull’A1 sono stati rimossi, i camionisti mantengono le loro postazioni all’esterno dei caselli di Caianello, Nola, Mercato San Severino, Nocera Inferiore, Pontecagnano, Palma Campania e nell’area dell’interporto di Maddaloni‑Marcianise.
La situazione più grave riguarda i carburanti. Permane il blocco all’esterno degli impianti di raffinazione di via Argine, a Napoli, che continua a impedire l’uscita di benzina e diesel verso tutta la Campania. Nel capoluogo partenopeo è ormai quasi impossibile trovare distributori aperti.
I disagi interessano anche la nostra provincia: alcune pompe di benzina con ancora diesel disponibile hanno applicato prezzi rialzati, connessi alla carenza di offerta, e in un caso è intervenuta la Guardia di Finanza a Sessa Aurunca.





























































