Chiari. Allarme rientrato e nessun episodio di violenza: i timori scatenati sui social per presunti scontri nelle scuole di Chiari (Brescia) si sono risolti senza incidenti, ma hanno richiesto un presidio delle forze dell’ordine fin dalle prime ore del mattino.
Dalle 7 carabinieri e Polizia locale hanno presidiato la stazione ferroviaria e gli ingressi degli istituti scolastici, dopo la circolazione, dalla sera precedente, di messaggi su Telegram, WhatsApp e altri canali che annunciavano assembramenti e manifestazioni violente con il presunto coinvolgimento di migliaia di persone. Alla stazione sono arrivati soltanto alcuni gruppetti di studenti, accompagnati pacificamente verso le rispettive scuole; prima delle 9 la situazione era già tornata alla normalità.
«Non abbiamo voluto sottovalutare la situazione in alcun modo», ha spiegato il sindaco Gabriele Zotti, presente allo scalo insieme alle forze dell’ordine. La preoccupazione era anche legata ai fatti del giorno precedente a Iseo, dove una cinquantina di studenti aveva protestato davanti all’istituto Antonietti lanciando uova, fumogeni e sassi contro la scuola e le forze dell’ordine.
A Chiari l’attenzione era alta per la presenza di numerosi studenti: soltanto l’istituto Einaudi ne accoglie circa duemila, a cui si aggiungono quelli del Cfp Zanardelli e del Samber. Il sindaco ha ringraziato carabinieri, Polizia locale e dirigenti scolastici per la collaborazione e auspicato che la Polizia postale riesca a individuare i responsabili della diffusione dei messaggi.
L’allarme ha superato i confini di Chiari: da Brescia ad altre città, in chat di classe e gruppi WhatsApp sono circolati messaggi che parlavano di aggressioni, accoltellamenti e spedizioni punitive, arrivando in alcuni casi a evocare violenze contro le ragazze. Le segnalazioni hanno alimentato paura tra studenti e famiglie, con ragazzi che hanno riferito malesseri fisici e difficoltà a recarsi a scuola. Dai primi riscontri, i messaggi sembrerebbero riconducibili a una sorta di “catena di Sant’Antonio” costruita su notizie false o non verificate; in alcuni casi sono state diffuse anche presunte circolari scolastiche che avrebbero vietato uscite e attività esterne.




























































