Ricerca scientifica, innovazione tecnologica e formazione delle nuove generazioni di oftalmologi sono i temi centrali del XXII Congresso nazionale della Società degli oftalmologi universitari italiani (Sou), in corso dal 15 al 17 ottobre presso l’Auditorium del Rettorato dell’università degli Studi ‘Gabriele d’Annunzio’ di Chieti-Pescara. L’appuntamento riunisce la comunità accademica italiana dell’oftalmologia — professori, ricercatori, direttori delle scuole di specializzazione e medici in formazione — in una fase di profonda trasformazione della disciplina.
Il congresso affronta i cambiamenti imposti da intelligenza artificiale, imaging avanzato, medicina di precisione, terapie geniche e cellulari, neuroprotezione e nuove tecniche chirurgiche, che stanno rapidamente modificando le possibilità di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie oculari. Particolare rilievo è stato dato alla formazione: gli specializzandi delle diverse scuole italiane di Oftalmologia non sono solo destinatari ma protagonisti del confronto scientifico, presentando e discutendo i principali temi della disciplina accanto a professori, ricercatori e direttori delle Scuole di specializzazione.
Alla cerimonia inaugurale sono stati rivolti videomessaggi ad apertura dei lavori da Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della Ricerca; Orazio Schillaci, ministro della Salute; e Robert Giovanni Nisticò, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco. Sono inoltre intervenuti Liborio Stuppia, magnifico rettore dell’università degli Studi ‘Gabriele d’Annunzio’ di Chieti-Pescara; Nathan Levialdi Ghiron, magnifico rettore dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata; Mauro Palmieri, direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti; Nicoletta Verì, assessore alla Salute della Regione Abruzzo; e Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo. Era presente alla cerimonia inaugurale anche Rodolfo Mastropasqua, ordinario di Oftalmologia presso l’università degli Studi ‘Gabriele d’Annunzio’ di Chieti-Pescara e segretario della Sou.
“La ricerca sta accelerando, cambia la medicina, crescono le tecnologie e deve cambiare anche la formazione”, ha dichiarato la ministra Bernini, aggiungendo che non si tratta più soltanto di correggere un difetto o curare una patologia, ma di “proteggere nel tempo la vista e la qualità della visione”. Per il ministro Schillaci, “È fondamentale promuovere un autentico dialogo tra generazioni, valorizzando il patrimonio di esperienze e conoscenza dei professionisti più esperti, favorendo il contributo di idee, competenze e sensibilità innovative portate dai giovani” e assicurare percorsi formativi di alto livello per investire sul futuro del servizio sanitario.
Il congresso si inserisce inoltre in una fase di crescente attenzione istituzionale alla prevenzione visiva. Marta Schifone, componente della Commissione Affari sociali della Camera e prima firmataria di una risoluzione per la promozione di un Piano nazionale di prevenzione visiva approvata il 7 ottobre dalla commissione, ha sottolineato che molte patologie oculari possono svilupparsi lentamente e senza sintomi evidenti, con danni irreversibili se diagnosticate in ritardo. “Per questo è fondamentale promuovere screening regolari e uniformi su tutto il territorio nazionale, a partire da minori, anziani e persone più fragili”, ha affermato Schifone, ricordando come la prevenzione tuteli salute, autonomia e qualità della vita e riduca i costi sanitari e sociali.
“L’università ha una responsabilità particolare: non deve soltanto trasferire e applicare le conoscenze disponibili, ma contribuire a produrre quelle che renderanno migliori le cure di domani”, ha dichiarato Carlo Nucci, presidente della Sou e professore ordinario di Oftalmologia dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata. Con questo congresso, ha spiegato, si è voluto mettere al centro i giovani: gli specializzandi e i giovani ricercatori devono essere formati all’eccellenza clinica e chirurgica, ma anche alla ricerca, all’innovazione e alla capacità di interpretare criticamente il rapido progresso scientifico e tecnologico. La sessione “Giovani ricercatori in Oftalmologia: Best Papers 2024-2026” è dedicata alle migliori pubblicazioni dei giovani ricercatori italiani, per valorizzare la produzione scientifica delle nuove generazioni e ribadire il legame tra formazione specialistica e ricerca.
Tra le trasformazioni discusse al congresso c’è l’evoluzione della tomografia a coerenza ottica (Oct) e dell’angiografia Oct (Oct-A), tecnologie di imaging che consentono di studiare con sempre maggiore definizione la retina, il nervo ottico e la microcircolazione oculare. A queste tecnologie diagnostiche si affianca il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale, con algoritmi capaci di analizzare grandi quantità di immagini e dati clinici e con potenziali impieghi nello screening, nella diagnosi precoce, nella stratificazione del rischio e nel monitoraggio delle patologie oculari.
L’innovazione riguarda anche le terapie: nelle malattie della retina, come la degenerazione maculare legata all’età e l’edema maculare diabetico, le nuove strategie mirano ad aumentare l’efficacia e la durata dei trattamenti, riducendo il numero delle somministrazioni e il carico assistenziale per pazienti, familiari e strutture sanitarie. Le terapie geniche, nate per alcune rare distrofie retiniche ereditarie, aprono inoltre prospettive sempre più personalizzate per le malattie oculari. L’innovazione in oftalmologia ha infine ricadute sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale: con l’invecchiamento della popolazione, la prevenzione e il trattamento delle patologie oculari croniche assumono valore clinico, sociale ed economico.
“Investire nella ricerca e nella qualità della formazione specialistica universitaria significa investire nel futuro del Servizio sanitario nazionale”, ha rimarcato Nucci, evidenziando che diagnosi più precoci, terapie più efficaci e la possibilità di rallentare la progressione delle malattie possono tradursi in una migliore qualità di vita per i pazienti e in un utilizzo più efficiente e sostenibile delle risorse sanitarie.
Tra i momenti di maggiore rilievo scientifico del congresso, la Sou Medal Lecture 2026 è stata conferita al professor Anthony Khawaja dell’University College London e Consultant Ophthalmic Surgeon al Moorfields Eye Hospital di Londra, per il suo contributo allo studio del glaucoma, in particolare sulle ricerche relative ai fattori di rischio e ai determinanti della malattia. La presenza di Khawaja ha rappresentato un’occasione di confronto tra la comunità accademica oftalmologica italiana e la ricerca internazionale.



























































