sabato, Ottobre 17, 2026
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Confcom: inflazione a ottobre stimata 4,7% (Nic), il 5% è in vista

Confcom segnala che la situazione internazionale resta «molto complicata» e avverte come le tensioni lungo la filiera degli energetici alimentino il rischio di un’accelerazione dell’inflazione. La stima per il tasso d’inflazione di ottobre è del 4,7% (Nic) e, si legge nella nota, «il 5% è, purtroppo, in vista». Anche la core inflation avrebbe superato il 2%, secondo l’analisi, ma «non è un destino» benché gli spazi per evitare tale esito si restringano con un Brent tra i 100 e 110 dollari al barile.

Nonostante il quadro dei prezzi, Confcom registra segnali di tenuta dei consumi e dell’economia. Per ottobre la previsione è di una crescita del Pil dello 0,2% su base congiunturale e dell’1% su base tendenziale. Nel complesso del terzo trimestre, con informazioni più complete a disposizione, l’associazione conferma una crescita dello 0,1% rispetto al secondo quarto del 2026 e dello 0,9% su base annua, riconfermando una stima di variazione dell’1% per l’intero anno.

I consumi misurati con la metrica Icc restano positivi anche a settembre, con una variazione del +1,1% rispetto allo stesso mese del 2025. Il recupero interessa sia beni sia servizi e, rispetto ai mesi estivi, si osserva una minore disomogeneità nei tassi di crescita delle diverse funzioni di consumo.

Tra le componenti più dinamiche a settembre emergono i beni durevoli: automobili e gli elettrodomestici bianchi e bruni segnano aumenti, con le autovetture tornate a crescere in doppia cifra dopo il rallentamento di agosto. Al netto di una domanda elevata di elettricità legata a condizioni meteorologiche particolari, si conferma una preferenza verso consumi legati al tempo libero, come servizi ricreativi, trasporti aerei e alberghi.

I lievi segnali di recupero per abbigliamento, calzature e alimentazione domestica non compensano le difficoltà croniche di questi segmenti, che alternano fasi di riduzione a modesti miglioramenti.

La criticità principale, sottolinea Confcom, resta il riacutizzarsi dell’inflazione: a settembre il tasso ha raggiunto il 4,2%. Il ritorno a livelli di crescita non osservati dall’estate del 2023 è imputabile quasi esclusivamente agli energetici e ai trasporti, con l’aggiunta da settembre di rialzi nei prezzi degli alimentari non trasformati causati dalle avverse condizioni climatiche estive. Crescono comunque i timori per la possibile trasmissione di questi impulsi ad altre filiere.