Le consegne globali di personal computer hanno registrato una contrazione marcata nel terzo trimestre del 2026, con un calo di circa il 20% su base annua, la flessione più netta dal 2023. Secondo le rilevazioni di Omdia, le spedizioni complessive di desktop, laptop e workstation sono scese del 21,2% a 58,1 milioni di unità. Dati simili arrivano dagli analisti di International Data Corporation (IDC), che stimano 62,7 milioni di dispositivi distribuiti, con un calo del 20,1% su base annua e una riduzione del 9,1% rispetto al trimestre precedente.
Gli esperti attribuiscono il rallentamento all’accumulo di scorte realizzato dalla rete distributiva nei primi mesi dell’anno per anticipare rincari dei semiconduttori: questa strategia ha saturato i magazzini proprio mentre i consumi hanno iniziato a rallentare. A incidere sui prezzi finali è anche la carenza di componenti: la forte domanda di memorie per i server destinati all’intelligenza artificiale ha infatti ridotto la capacità produttiva disponibile per il mercato consumer.
Omdia segnala che i tre principali produttori di computer — Lenovo, Dell e Hp — hanno visto le loro spedizioni calare rispettivamente del 22,6%, 30,9% e 25% su base annua.
Secondo gli analisti, memorie e storage rappresentano oggi quasi il 40% del costo complessivo dei materiali per assemblare un pc, rispetto a una media storica del 15%. Le prospettive per il comparto restano orientate al ribasso: Omdia prevede un’ulteriore flessione delle consegne del 24% nel quarto trimestre del 2026 e del 7% nel 2027.
La scorsa settimana, tramite una nota, l’amministratore delegato di Micron — uno dei principali fornitori di memorie — ha sottolineato la possibilità che la crisi possa perdurare anche nel 2027 e nel 2028.


























































