martedì, Ottobre 20, 2026
Home Economia Corte dei Conti: liste d’attesa problema strutturale, fondi non bastano

Corte dei Conti: liste d’attesa problema strutturale, fondi non bastano

La Corte dei Conti definisce le liste di attesa “una criticità strutturale del sistema sanitario” italiano, collegata non solo agli effetti della pandemia ma anche a fattori organizzativi, gestionali e programmatori. Nella relazione su “L’attuazione delle misure finalizzate a ridurre le liste di attesa” la magistratura contabile sottolinea che, nonostante il rafforzamento del quadro normativo e finanziario, permangono difficoltà attuative, carenze di personale e differenze territoriali che ne limitano l’efficacia.

Tra il 2022 e il 2028 le risorse destinate al contenimento delle liste di attesa ammontano a circa 3,71 miliardi di euro. Nel quadriennio 2022-2025, secondo i dati del Ministero della Salute citati nella relazione, a fronte di assegnazioni statali pari a circa 1,845 miliardi di euro ne sono stati utilizzati circa 1,58 miliardi. La Corte osserva tuttavia che “la scarsa completezza e uniformità delle informazioni trasmesse dalle Regioni rendono… non agevole una puntuale valutazione dell’impiego dei fondi e dei risultati conseguiti”.

Il decreto legge 73 del 2024 introduce un nuovo modello di governance basato sul potenziamento dei sistemi di controllo, sulla digitalizzazione e sulla tempestiva disponibilità dei dati. Secondo la Corte, questo impianto “potrebbe favorire un miglioramento strutturale del sistema”, i cui effetti potranno essere valutati compiutamente solo dopo la piena attuazione degli interventi previsti.

Dalla Piattaforma nazionale delle liste di attesa (Pnla), utile per l’interoperabilità dei sistemi regionali e la disponibilità di dati comparabili, emergono però criticità operative: un utilizzo disomogeneo a livello regionale della classe di priorità “P” (programmata), differenze tra le date degli appuntamenti proposte e quelle effettivamente accettate dai cittadini, ritardi tra la prescrizione e il primo contatto con i Cup e divari tra le prescrizioni emesse e le prenotazioni registrate.

L’analisi conferma inoltre difficoltà nell’ampliamento dell’offerta sanitaria anche in presenza di risorse finanziarie adeguate, dovute soprattutto alla carenza di personale specialistico. Per questo la Corte richiama l’esigenza di completare la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal Pnrr e dal D.M. n. 77 del 2022, con l’obiettivo di migliorare la presa in carico, ridurre la domanda impropria e alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere e sui servizi specialistici.

Tra le raccomandazioni della Corte figurano l’accelerazione dell’attuazione del decreto del 2024, il completamento dell’interoperabilità della Pnla, il rafforzamento del controllo sull’impiego delle risorse e sui risultati ottenuti, il miglioramento della programmazione dei fabbisogni assistenziali e l’adozione di interventi strutturali per superare le carenze di personale. Occorre inoltre rendere più efficaci i meccanismi di responsabilizzazione, “individuando con tempestività le inadempienze, applicando le sanzioni previste ed esercitando, al ricorrere dei relativi presupposti, i poteri sostitutivi”. La Corte conclude che una riduzione duratura dei tempi di attesa e un accesso tempestivo ed equo alle prestazioni sanitarie richiedono “trasparenza, monitoraggio continuo, responsabilità istituzionale, impiego efficiente delle risorse e una rendicontazione puntuale dei risultati”.