Un solo minuto di utilizzo di Instagram in Italia genera emissioni di CO₂ equivalenti a quelle necessarie per produrre quasi 30 mila bottiglie di vino, mentre una singola pannocchia di mais può assorbire una quantità di CO₂ paragonabile alle emissioni prodotte da 14 ore trascorse su Facebook. Questi due confronti, evidenziati da Coldiretti Cuneo, sono stati presentati durante il convegno “Sfida climatica: il ruolo dell’agricoltura oltre i miti e le falsità”, organizzato oggi all’Auditorium Varco nell’ambito della Fiera Nazionale del Marrone.
L’incontro, aperto dal Direttore di Coldiretti Cuneo Francesco Goffredo e salutato dalla Sindaca di Cuneo Patrizia Manassero e dall’Assessore regionale allo Sviluppo e promozione della montagna Marco Gallo, ha visto la partecipazione di esperti del mondo della ricerca e delle istituzioni: Federico Spanna (Settore Fitosanitario e Servizi Tecnico-Scientifici della Regione Piemonte), il prof. Marco Piras (DIATI, Politecnico di Torino), i prof. Amedeo Reyneri ed Elio Dinuccio (DISAFA, Università di Torino), Danilo Marandola (CREA – Centro di politiche e bioeconomia) e Paolo Balocco (Direzione Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte). Le conclusioni sono state affidate al Presidente di Coldiretti Cuneo Enrico Nada.
Nel corso del convegno è stato presentato il Rapporto ISPRA 429/2026, secondo il quale l’agricoltura è responsabile del 7,7% delle emissioni nazionali di gas serra e ha ridotto le proprie emissioni del 22,3% rispetto al 1990. Il rapporto inquadra le emissioni agricole all’interno del totale delle attività umane: i trasporti incidono per il 31,3%, gli edifici residenziali per il 18,2%, le industrie energetiche per il 17,6% e il settore manifatturiero e delle costruzioni per il 12,7%.
Oltre a contabilizzare emissioni, l’agricoltura gioca un ruolo nella rimozione di CO₂: le colture assorbono anidride carbonica e alcune pratiche agronomiche favoriscono la permanenza del carbonio nei terreni. Sul fronte pratico sono state citate colture di copertura, lavorazioni conservative e la valorizzazione dei reflui organici come ambiti con potenzialità per l’agricoltura rigenerativa.
Un esempio concreto è il mais, coltura destinata in larga parte all’alimentazione animale: un ettaro contenente circa 80.000 piante di mais può assorbire fino a 42 tonnellate di CO₂ all’anno. Secondo le stime presentate al convegno, l’assorbimento di una singola pannocchia equivale alle emissioni generate da 14 ore di navigazione su Facebook.
È stato ricordato il legame tra produzioni vegetali e zootecnia: le aziende sono impegnate nella gestione efficiente dei reflui e la ricerca sta sviluppando soluzioni per contenere le emissioni degli allevamenti, interventi che possono contribuire alla mitigazione climatica se adeguatamente sostenuti.
I relatori hanno inoltre sottolineato che l’agricoltura è tra i settori più esposti agli effetti del cambiamento climatico. In provincia di Cuneo, tra il 1° giugno e il 30 settembre 2026 sono state registrate oltre 20 notti tropicali, il valore più alto degli ultimi 25 anni. Nel medesimo periodo i giorni con temperature massime superiori a 35°C sono stati più di 40, contro i 25 del 2025 e i 12 del 2024.
Caldo prolungato, precipitazioni irregolari, siccità, alluvioni, gelate tardive e grandinate incidono sul lavoro delle aziende agricole riducendo le rese, alterando la qualità delle produzioni e mettendo sotto pressione la disponibilità di acqua e la fertilità dei terreni. Anche colture identitarie del territorio, come il castagno, si trovano a fronteggiare condizioni climatiche sempre più difficili, con conseguenti incertezze e costi aggiuntivi per le imprese.
“Le imprese agricole sono già impegnate concretamente nella mitigazione degli effetti del cambiamento climatico – dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo – ma non possiamo chiedere agli agricoltori di affrontare questa transizione da soli: è importante accompagnarli con strumenti adeguati e proseguire il confronto con la Regione, affinché le politiche e gli interventi tengano conto delle esigenze concrete delle aziende agricole. L’obiettivo deve essere quello di favorire il cambiamento senza compromettere la sostenibilità economica e la competitività delle imprese”.
“Abbiamo voluto questo convegno perché il contributo dell’agricoltura alla sfida climatica venga valutato nella sua interezza, senza fermarsi alle sole emissioni e senza trascurare il carbonio assorbito dalle colture e trattenuto nei suoli – sottolinea Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo –. I dati scientifici aiutano a superare i falsi miti e a comprendere meglio sia le criticità sia le opportunità offerte dalla ricerca per ridurre gli impatti. La transizione climatica è necessaria, ma deve partire dalla realtà delle aziende agricole e accompagnarle con strumenti, innovazione e condizioni economiche adeguate”.






























































