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Dolomiti bellunesi: +30% occupati nel turismo in 4 anni, ma il bacino locale si restringe

Longarone (BL), 12 ottobre 2026 — L’area delle Dolomiti bellunesi è oggi il territorio veneto con la crescita occupazionale più marcata nel comparto turistico, ma lo sviluppo si scontra con problemi strutturali di demografia, residenzialità e accessibilità. È quanto emerso alla tavola rotonda “Turismo: lavoro, occupazione, futuro. Per un territorio attrattivo, vivo ed abitato”, promossa da Confcommercio Belluno – Dolomiti e tenutasi il 12 ottobre a Longarone Fiere nell’ambito di Dolomiti HoReCa.

I dati presentati dall’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro, illustrati da Manuela De Colle, evidenziano un aumento del 30% dei lavoratori assunti nel comparto turistico delle Dolomiti bellunesi dal 2022 a oggi, con un incremento del 15% rispetto al 2025. Nei primi otto mesi del 2026 sono stati finalizzati oltre 6.000 contratti. Nel 2025 il saldo occupazionale nel comprensorio è stato di +601 posizioni (il dato provinciale sale a +816).

La maggior parte delle assunzioni riguarda il settore degli alloggi (60%), seguito dalla ristorazione (32%) e da altri servizi (8%). Quest’ultima voce ha registrato una crescita del 409% rispetto al 2022, attribuita in gran parte all’effetto del driver olimpico. Tra le figure più richieste figurano camerieri di ristorante, cuochi e personale non qualificato nei servizi di ristorazione.

Dallo studio emergono però criticità significative: il 98% delle assunzioni nel cluster dolomitico è a tempo determinato e il 79% di natura stagionale. Nell’estate 2026 circa il 56% degli stagionali è tornato a lavorare presso la stessa impresa, mentre il 44% era alla prima esperienza, segnale di un ricambio elevato e di difficoltà a stabilizzare i rapporti di lavoro.

A livello demografico il territorio paga un prezzo pesante: la popolazione in età lavorativa è calata del 12,5% nella provincia di Belluno e del 21,9% se si considera l’intera area geografica dolomitica. Inoltre, oltre la metà degli stagionali (56% nel 2025) proviene da oltre 50 chilometri di distanza tra luogo di lavoro e residenza, un fattore che complica ulteriormente il reperimento e la fidelizzazione del personale.

I relatori hanno indicato più azioni per colmare il divario tra domanda e offerta. Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia di Belluno, ha indicato in “residenzialità, trasporto pubblico e ‘collegabilità’ del territorio” i tre elementi su cui fare sistema per aumentare l’attrattività del territorio per i lavoratori, locali e non.

Raffaella Bordin di Veneto Lavoro ha proposto strumenti di incontro tra imprese e risorse come Incontra Lavoro e suggerito un approccio che renda il lavoro nel turismo più attrattivo per giovani e donne, con contratti che facilitino la conciliazione tra vita personale e professionale e leve di welfare legate all’offerta culturale e ai servizi del territorio.

Sull’aspetto formativo Enrica Scopel, direttrice di ITS Academy Turismo Veneto, ha illustrato il corso di Belluno “Accoglienza e prospettive” e sottolineato l’importanza dei programmi di reskilling per figure senior. Scopel ha ricordato che formare talenti è inutile se non si riesce poi a trattenerli e valorizzarne le competenze.

Dal mondo delle imprese è intervenuta Carla Medri, vicepresidente dell’Associazione degli Albergatori di Cortina, che ha ribadito la necessità di offrire non solo un posto di lavoro ma una vera esperienza professionale, con formazione, prevedibilità degli orari e possibilità di integrazione nella comunità. L’Associazione sta organizzando un incontro di accoglienza per chi arriva per la prima volta a Cortina e propone di rafforzare il rapporto tra scuole e aziende per mostrare ai giovani che lavorare nel turismo può essere un’opportunità duratura.

Confcommercio ha confermato di lavorare a un progetto di formazione sul territorio con Ascom Formazione, sostenuto dall’Ente Bilaterale del turismo. Giovanni Maregotto, vice presidente vicario dei Giovani di Federalberghi Veneto, ha chiuso i lavori richiamando l’importanza del rapporto tra imprese e mondo della scuola e della formazione, citando anche il progetto di Certificazione delle Competenze RENAIA coordinato da vari soggetti tra cui Unioncamere.

All’incontro, moderato dal giornalista Nicola Maccagnan, hanno partecipato gli studenti del secondo anno dell’ITS Academy di Belluno e una rappresentanza dell’Istituto Alberghiero Dolomieu di Longarone, accompagnata dalla dirigente Maria Pastrello. I saluti di apertura erano stati affidati a Maurizio Castro, amministratore unico di Longarone Fiere, Paolo Doglioni, presidente di Confcommercio Belluno – Dolomiti, e Lucas Pavanetto, vicepresidente della Regione Veneto, intervenuto in videocollegamento; l’introduzione è stata curata da Walter De Cassan, presidente di Federalberghi Belluno Dolomiti.