Enrico Rava, 87 anni, racconta la nascita dei Fearless Five durante un concerto del 2022 in un piccolo centro emiliano. Per l’assenza di alcuni componenti della sua band chiamò a rimpiazzarli giovani musicisti conosciuti al suo seminario estivo di Siena Jazz. «La prima volta che ho suonato con loro mi sono divertito da matti e mi sono detto: “Questo è il mio nuovo gruppo”», afferma il trombettista.
Dopo un primo disco premiato come miglior lavoro del 2024 dalla Rivista Musica Jazz — che ha anche decretato Rava artista dell’anno — il musicista ha inciso il nuovo album Corners, al quale partecipa anche il sassofonista Joe Lovano. Coprodotto dall’etichetta ECM di Manfred Eicher e da Parco della Musica Records, il lavoro documenta una registrazione completata in tre giorni: nove tracce firmate da tutti i musicisti, registrate suonando insieme «come si faceva una volta». Rava osserva che questo metodo rende il disco «piuttosto diverso dai miei precedenti».
L’apertura del disco, Certi angoli segreti, è la riproposizione di un brano che dal 1988 è diventato un classico del trombettista. Lovano rende omaggio all’amico con Sun Rava, un saggio di «improvvisazione totale» che coinvolge tutta la band. I quattro giovani compagni — Francesco Diodati (chitarra), Evita Polidoro (batteria), Matteo Poggi (trombone) e Francesco Ponticelli (contrabbasso) — contribuiscono con titoli propri al mosaico sonoro del disco. Rava aggiunge inoltre Hitchcock at the beach e Bowery Dance, quest’ultimo inciso nel 1983 e ispirato agli anni trascorsi a New York.
Sull’intesa con il gruppo, Rava sottolinea il rapporto stretto anche fuori dal palco: «Mi piace suonare con i Fearless Five — dice l’artista — c’è una intesa molto forte anche fuori dal palco e non capita spesso. Ho avuto gruppi bellissimi ma c’era sempre qualche problemino. Stavolta no. È molto bello quando c’è empatia e fiducia reciproca. È l’unico motivo che mi ripaga dalle fatiche che affronto tra viaggi, alberghi e ristoranti dove spesso si mangia male». Un unico cruccio: l’età. «Alla mia veneranda età ho dovuto ridurre la mia attività e il mio raggio d’azione. Nel 2019 per i miei 80 anni ho fatto una novantina di concerti in tutto il mondo. Ora non mi sento più di fare viaggi intercontinentali».
Sulla capacità di scoprire giovani talenti, Rava precisa di non esercitare il ruolo di talent scout ma ricorda il suo lungo rapporto con il seminario di Siena Jazz: «Per quasi 50 anni ho avuto la fortuna di fare un seminario a Siena Jazz, dove dopo selezioni durissime arrivano davvero i migliori. Tutti quelli che hanno suonato nelle mie band, da Stefano Bollani a Giovanni Guidi a Gianluca Petrella, li ho conosciuti lì».
Per i Fearless Five Corners rappresenta il debutto con ECM; per Rava è anche la conferma di un rapporto con l’etichetta tedesca iniziato a metà degli anni Settanta, interrotto per un periodo e ripreso all’inizio degli anni Duemila con dischi come New York Days e con il più recente lavoro in duo con il pianista Fred Hersch.


























































