Le borse europee restano sotto pressione in una seduta che guarda, da una parte, alle proteste di piazza in diverse città del continente e, dall’altra, a una serie di trimestrali in calendario.
Tra i peggiori listini Milano cede l’1,5% e Parigi l’1,34%, dove le manifestazioni contro il caro vita nel week end sono sfociate in saccheggi e atti vandalici. Francoforte perde l’1,11%, Londra lo 0,88% e Madrid l’1,42%. Lo stoxx 600 dell’area euro scende dello 0,75%, con vendite che deprimono i settori finanziario e industriale.
Sul Ftse Mib (49.145 punti) i peggiori sono Stellantis (-4,3%) e i bancari; Banco Bpm segna -2,46% e Generali -2,33%. In controtendenza tengono Eni (+1,04%) e St (+0,5%).
Lo spread tra Btp e Bund si allarga a 111 punti base. I rendimenti sono in rialzo: il decennale italiano avanza di 5 punti base e sfiora il 4,54%, l’Oat francese sale di 8 punti base a 4,88%, mentre il dieci anni tedesco rimane poco mosso al 3,43%.
Il petrolio è in recupero: il Wti azzera le perdite e oltrepassa i 101 dollari al barile, mentre il Brent perde l’1,15% a 108 dollari. Il gas resta sui massimi da dicembre 2022: i contratti Ttf registrano un +1,98% a 89,3 euro al megawattora, con nuovi attacchi alle petroliere vicino allo Stretto di Hormuz che aumentano le preoccupazioni sui bassi livelli di stoccaggio e sul fragile equilibrio delle forniture invernali.
Sui cambi l’euro resta debole sul dollaro, scambiandosi a 1,1208 sul biglietto verde.


























































