Il docufilm L’incontro di Fabrizio Galatea, presentato oggi in Special Screening alla Festa di Roma, ricostruisce la vicenda umana di Giorgio Bazzeca, figlio del poliziotto Sergio, ucciso dal giovane brigatista Walter Alasia nel 1976. Nel film emerge con forza l’odio che Giorgio ha coltivato, particolarmente intenso all’uscita di prigione di Renato Curcio, e che non si spegne nonostante gli anni e le difficoltà di un’infanzia segnata dal trauma.
La svolta nella traiettoria di Giorgio arriva grazie all’incontro con un gruppo di persone provenienti da fronti opposti della Storia. Su impulso di Manlio Milani, che ha perso la moglie nella strage di Piazza della Loggia, Giorgio entra nel “Gruppo dell’Incontro”, esperienza nata alla fine degli anni Duemila e guidata dai mediatori Adolfo Ceretti, Guido Bertagna e Claudia Mazzucato.
Per anni vittime e familiari delle vittime, ex appartenenti alle organizzazioni armate e rappresentanti della società civile si sono incontrati volontariamente e lontano dalla dimensione giudiziaria per raccontare le proprie storie, ascoltare quelle degli altri e confrontarsi sul dolore causato e subito. L’esperienza è stata resa pubblica nel 2015 con Il libro dell’incontro. Vittime e responsabili della lotta armata a confronto ed è ispirata ai principi della giustizia riparativa.
Il docufilm mette al centro la giustizia riparativa: secondo il racconto, essa non cancella la responsabilità né il dolore e non impone il perdono, ma apre uno spazio in cui le conseguenze della violenza possono essere affrontate attraverso la parola, l’ascolto e il riconoscimento dell’umanità dell’altro. Per Giorgio, il confronto con ex protagonisti della lotta armata e con altre vittime diventa la possibilità di dare una forma diversa alla propria rabbia.
Il percorso lo porta all’incontro con Oscar Alasia, fratello di Walter, e con lo scrittore Giuseppe Culicchia, suo cugino, persone unite dalla stessa vicenda traumatica. Oggi Giorgio lavora come mediatore di giustizia riparativa nelle carceri minorili e porta la propria esperienza nelle scuole insieme a Franco Bonisoli, ex membro della direzione strategica delle Brigate Rosse e tra i protagonisti del Gruppo dell’Incontro.
Uno dei momenti evidenziati nel documentario è quando Sergio sente improvvisamente di provare affetto, empatia per chi stava dalla parte che ha ucciso il padre e si sente in colpa. La sua presunta liberazione avviene quando ha l’occasione di incontrare Curcio: gli si presenta davanti, dice chi è e l’ex Br indietreggia spaventato. A Giorgio basta questo per sentirsi finalmente liberato.
Il regista Fabrizio Galatea racconta di aver conosciuto per la prima volta questa esperienza nel 2022, durante una giornata sulla giustizia riparativa a Ivrea con Agnese Moro, Adriana Faranda e padre Guido Bertagna. Da quell’incontro nasce il desiderio di narrare un percorso durato oltre dieci anni e capace, secondo il regista, “di offrire una prospettiva diversa anche sul presente, in un tempo nuovamente segnato dalla polarizzazione, dalla violenza politica e dalla guerra”.



























































