FIANO ROMANO – Nuova tragedia sul lavoro alle porte della Capitale. Un operaio italiano di 58 anni ha perso la vita nella mattinata di ieri in seguito a un drammatico incidente avvenuto all’interno della zona industriale di Fiano Romano.
L’uomo era impegnato in interventi di manutenzione sulla copertura di un capannone quando, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, è precipitato nel vuoto da un’altezza di circa dieci metri. Inutili i tempestivi soccorsi del personale sanitario dell’Ares 118: i gravissimi traumi riportati nell’impatto non hanno lasciato scampo al lavoratore.
Le indagini sulla dinamica
Spetterà alle forze dell’ordine e agli ispettori della ASL ricostruire l’esatta dinamica del fatto e accertare eventuali responsabilita. Le verifiche si concentreranno in particolare sul rispetto dei protocolli di sicurezza per i lavori in quota, compresa la presunta presenza di dispositivi di protezione individuale e collettiva quali imbracature, parapetti e linee di vita. L’area e l’impresa per cui la vittima prestava servizio sono attualmente oggetto degli accertamenti di rito.
L’area industriale di Fiano Romano non è nuova a episodi simili: nel recente passato la zona è già stata teatro di infortuni mortali dovuti al cedimento di coperture o al malfunzionamento di macchinari industriali.
Terza vittima in cinque giorni nell’hinterland romano
Il decesso a Fiano Romano si inserisce in una dolorosa scia di incidenti sul lavoro avvenuti nell’area metropolitana di Roma nell’arco di appena cinque giorni. Tra la notte del 7 e l’8 ottobre un magazziniere di 25 anni è deceduto a Settecamini per un improvviso malore durante il turno di notte; poche ore dopo, un meccanico di 48 anni ha perso la vita travolto dallo scoppio delle sospensioni di un veicolo in un’autofficina della stessa zona. Solo poche settimane prima, un giovane operaio di 22 anni era morto precipitando durante i lavori all’interno del cantiere del Colosseo.
L’emergenza nazionale nei dati Inail
L’ennesimo incidente riaccende i riflettori sul tema della prevenzione e dei controlli. I dati provvisori forniti dall’Inail evidenziano un quadro critico: nei primi otto mesi dell’anno le denunce di infortunio con esito mortale in Italia hanno superato quota 700, registrando un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un trend in aumento confermato anche nei dati regionali del Lazio, in particolare nei settori dell’edilizia e della manutenzione.
Mentre il Quirinale e il Ministero del Lavoro tornano a sollecitare azioni incisive per azzerare i rischi sui luoghi di lavoro, le associazioni di tutela delle vittime rinnovano la richiesta di misure legislative più severe, tra cui l’introduzione del reato autonomo di omicidio sul lavoro e l’istituzione di una Procura nazionale specializzata.


























































