martedì, Ottobre 20, 2026
Home Informazione Locale Savona Finale Ligure: Mondiale Enduro deciso per un soffio, Gilchrist e Richter campioni

Finale Ligure: Mondiale Enduro deciso per un soffio, Gilchrist e Richter campioni

Quattro secondi tra gli uomini, appena uno tra le donne: i primi Mondiali di Enduro disputati a Finale Ligure e nei territori della Finale Outdoor Region si sono decisi all’ultimo istante, nell’ultima discesa. Le maglie iridate Elite sono andate all’australiano Ryan Gilchrist e alla tedesca Raphaela Richter; l’Italia ha conquistato il bronzo con Nadine Ellecosta.

Il weekend è iniziato venerdì sera con la Parata delle Nazioni e la Cerimonia di Apertura. Sabato si sono svolte le gare di E‑Enduro, la categoria con bici a pedalata assistita, con i titoli andati a Helen Weber (Germania) e ad Adrien Dailly (Francia).

Domenica le contendenti sono rimaste in bilico fino all’ultima prova. Tra gli uomini Gilchrist ha prevalso con soli quattro secondi sul canadese Elliot Jamieson; il terzo gradino del podio è andato allo statunitense Richie Rude. Tra le donne Richter ha battuto la francese Isabeau Courdurier per un solo secondo, mentre Nadine Ellecosta ha chiuso terza, a tre secondi dalla vincitrice.

Il percorso Enduro prevedeva sei prove speciali su 60 chilometri complessivi, con 1.850 metri di dislivello in salita. La partenza è stata dalle alture del Melogno, con una discesa progressiva fino all’arrivo in riva al Mediterraneo sulla DH Men, che emerge alle spalle del promontorio di Punta Crena a Varigotti, dopo aver attraversato i territori di Calice Ligure, Mallare, Orco Feglino, Vazzi Portio e Vado.

Per Gilchrist, che lo scorso anno non era stato tra i protagonisti dei Mondiali, è il primo titolo nell’Enduro dopo il mondiale di Pump Track del 2024. Il campione ha dedicato la vittoria alla famiglia: “Questa è la speciale più iconica dell’Enduro. Scendere sulla DH Men e poi fare il trasferimento verso la piazza, con il sole che tramonta e i miei amici accanto, è stato semplicemente incredibile. Ho potuto chiamare la mia famiglia e la mia ragazza a casa, e qui ho tutto ciò di cui ho bisogno. È tutto fantastico. Questa è la mia seconda maglia iridata e vincerla nell’Enduro, che è la mia passione, la rende ancora più speciale. Amo questo sport”.

Per Richter si tratta della vittoria più importante della carriera, ottenuta nel luogo dove dieci anni fa aveva già trionfato in una gara dell’Enduro World Series. “La giornata è andata piuttosto bene. Questa mattina mi sentivo tranquilla e un po’ nervosa, ma non quanto in altri momenti della mia carriera. So che appena salgo sulla bici tutto va bene, quindi ho semplicemente cercato di dare il massimo. Sono sempre orgogliosa di essere in lotta nelle gare di World Cup, ma essere riuscita ad arrivare fino al gradino più alto oggi… sinceramente faccio ancora fatica a crederci”, ha dichiarato la neocampionessa. Di grande valore anche l’argento di Courdurier, arrivato appena un anno dopo la nascita di suo figlio.

Tra i giovani, i titoli sono andati ai favoriti già vincitori della classifica generale della Coppa del Mondo 2026. Il francese Hugo Marti Montessinos, nella categoria Junior uomini, ha vinto tre delle sei prove e ha chiuso con 13 secondi di vantaggio: “È stata durissima e molto fisica. La prima speciale (Megaroller) è stata brutale. Sono riuscito a risparmiare un po’ più di energie per la quinta (Blitz), che era anch’essa davvero dura. Jules (Janniaud, ndr) era dietro di me e mi spingeva ad andare ancora più forte. È pazzesco”.

Tra le Junior donne la slovena Nežka Libnik ha difeso con successo il titolo mondiale, chiudendo con 59 secondi di margine nonostante una piccola caduta nell’ultima discesa: “È stata una gara incredibile e davvero dura. La giornata era iniziata molto bene, anche se la prima speciale era veramente impegnativa. Ho continuato ad avere buone sensazioni, poi la quinta (Blitz) è stata durissima, ma ce l’abbiamo fatta. La sesta (DH Men) è davvero iconica. Non sono riuscita a seguire le mie linee e sono caduta, ma è stato comunque incredibile. Sono davvero felice”.

Dalle prime gare del 2008 ai migliori specialisti del mondo in riva al mare: il territorio che è considerato la culla dell’enduro moderno ha ora anche la ribalta iridata, confermando la Finale Outdoor Region come punto di riferimento quando si parla di enduro.