Parigi. La protesta sociale è tornata a scuotere la Francia nella giornata di mobilitazione del 17 ottobre, quando cortei dei gilet gialli si sono intrecciati con manifestazioni di studenti e lavoratori. In diverse città, tra cui Parigi, Marsiglia, Rennes e Rouen, si sono registrati scontri e interventi delle forze dell’ordine.
Nella capitale, già a metà mattinata gli arresti erano oltre 60 e la polizia ha disperso due cortei non autorizzati. Il prefetto di Parigi, Patrice Faure, aveva disposto il divieto di manifestazioni in alcune aree considerate strategiche, tra cui quelle vicine all’Eliseo, alla sede del primo ministro a Matignon e agli Champs-Élysées. Per seguire l’evoluzione della situazione è stata inoltre attivata una cellula interministeriale di crisi.
A far salire la tensione è stato anche il ritorno dei gilet gialli, il movimento nato nel 2018 contro il rincaro dei carburanti e il costo della vita: l’appello a una nuova mobilitazione circolava sui social dall’inizio di settembre. Alle iniziative si sono aggiunte le proteste studentesche, avviate circa venti giorni fa a Saint-Denis e Parigi e poi estese ad altre città, insieme al malcontento di categorie come agricoltori, insegnanti, tassisti e infermieri.
Nel corso della mattinata un gruppo di circa cento persone incappucciate ha bloccato l’accesso al parcheggio della sede di CNews, emittente di proprietà di Vincent Bolloré dove si trovano anche gli uffici di Europe 1. Sono stati lanciati oggetti e infranti alcuni vetri; l’intervento della polizia si è concluso con 21 arresti.
La nuova mobilitazione riporta alla memoria le proteste del 2018 e del 2019, segnate da scontri, migliaia di arresti e feriti anche gravi durante gli interventi delle forze dell’ordine. Al centro delle manifestazioni odierne restano il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e la richiesta di risposte al carovita.





























































