La mobilitazione studentesca in Francia prosegue, seppure in misura ridotta, con alcune scuole ancora occupate in vista del terzo incontro previsto oggi tra le organizzazioni studentesche e il ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray. Al centro del confronto con Géffray ci saranno le condizioni dell’edilizia scolastica, la piattaforma di orientamento universitario Parcoursup — accusata di affidare a un algoritmo il destino dei giovani — e gli orari delle lezioni.
Per la prima volta alla protesta hanno aderito anche studenti di Hec: l’accesso al campus di Jouy-en-Josas è stato bloccato questa mattina. Intanto sui social si registra una mobilitazione più ampia in vista di sabato, quando è attesa una possibile “convergenza delle lotte” tra i giovani in piazza e i “gilet gialli” contro il caro vita, sintetizzata dallo slogan “Jeunes et jaunes”.
Il sito 17octobregiletjaune.net segnala oltre mille “azioni” in tutto il Paese — manifestazioni, raduni e interventi in rotatorie, ponti, stazioni di servizio, caselli autostradali, stazioni ferroviarie, porti, raffinerie e depositi petroliferi. Le iniziative registrate sulla piattaforma sono aumentate rapidamente negli ultimi giorni: dalle 279 di lunedì si è passati a 768 di ieri e a 1.025 questa mattina.
Da inizio settembre sono circolati sui social appelli per un ritorno in piazza il 17 ottobre da parte di sedicenti “gilet gialli”, il movimento che segnò profondamente la Francia nel biennio 2018-2019. Otto anni dopo, alcune figure simbolo delle casacche gialle — Jérôme Rodrigues, Maxime Nicolle, Eric Drouet e Priscillia Ludosky — hanno già espresso il loro sostegno alla nuova protesta.


























































