Francia e Germania hanno ufficializzato un’intesa sul futuro dell’automotive e sui criteri per il “made in Europe” con una dichiarazione congiunta resa nota dopo il bilaterale di questa mattina a margine del Vetice Ue tra Emmanuel Macron e Friedrich Merz.
L’accordo conferma un taglio del 90% delle emissioni di CO2 entro il 2035 rispetto al 2021, ma prevede che i produttori non applichino compensazioni per tenere conto del “crescente uso di carburanti rinnovabili” stimato sul mercato. L’intesa è stata raggiunta anche per sbloccare i negoziati a Bruxelles su due dei principali pilastri dell’industria: il pacchetto automotive e l’Industrial Accelerator Act, mirati a introdurre un sistema di “preferenza europea”.
Parigi e Berlino hanno concordato sulla necessità di una normativa europea che consenta, anche dopo il 2035, “l’immatricolazione e l’utilizzo di veicoli alimentati con carburanti rinnovabili”, sancendo a livello normativo “un’apertura tecnologica” che, si legge, era richiesta con forza dalla Germania ma anche dall’Italia.
L’intesa mira altresì a garantire “giuridicamente” che, oltre il 2035, possano continuare a essere immatricolati veicoli con motore a combustione interna, a condizione che siano alimentati esclusivamente con carburanti a emissioni zero di CO2, con l’obiettivo di creare una “prospettiva a lungo termine per le tecnologie a combustione interna” e rafforzare l’apertura tecnologica.



























































