martedì, Ottobre 20, 2026
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Galleria Borghese: L’Annunciazione restaurata e Amor Sacro e Amor Profano a confronto

La stessa donna dai lunghi capelli sciolti e fulvi che in Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano si riflette nelle due figure gemelle è la Madonna chinata verso il pubblico protagonista de L’Annunciazione, la grande tavola realizzata per la Cattedrale di Treviso. Le due opere, accomunate dalla presenza della stessa modella ma diverse per soggetto e impianto, sono esposte a confronto nella stessa sala della Galleria Borghese da oggi e fino all’8 dicembre, in occasione dei 450 anni dalla morte del maestro veneto.

Il confronto mette in luce analogie e differenze che conducono lo spettatore nel cuore della produzione tizianesca. L’Annunciazione, datata 1520 e recentemente sottoposta a restauro, ha rivelato elementi inediti, tra cui un’iscrizione con firma, la committenza di Broccardo Malchiostro e l’anno di esecuzione. Si tratta della prima Annunciazione dipinta da Tiziano e di una delle prime prove di prospettiva non centrata: sullo sfondo emergono le Dolomiti e, a un esame ravvicinato, l’angelo appare avere tre gambe. Il pannello era stato realizzato per completare la cappella Malchiostro nella cattedrale di Treviso, dove è tuttora conservato; il trasferimento è stato possibile poiché gli affreschi del Pordenone nella stessa cappella sono in restauro.

“Per prima cosa ad accomunare i due quadri è il soggetto femminile, con l’idealizzazione nella sacralità della figura”, osserva la curatrice della mostra dossier, Maria Giovanna Sarti. Anche l’uso dell’antico è un elemento condiviso: nel restauro de L’Annunciazione è emerso un bassorilievo che fa da sfondo con l’immagine dello svelamento di Amore e Psiche, mentre nell’altro dipinto è presente un sarcofago. Un altro elemento ricorrente è lo stemma, collocato in posizione strategica in entrambi i lavori, caratteristica non consueta nell’opera di Tiziano. Nel pannello trevigiano è inoltre raffigurato lo stesso Broccardo Malchiostro, in piccolo e inginocchiato sullo sfondo.

La direttrice della Galleria Borghese, Francesca Cappelletti, ha definito l’operazione “un’occasione unica” per mostrare il restauro e gli elementi scoperti che arricchiscono il dipinto. Ha ricordato che l’iniziativa si inserisce nel modello espositivo del confronto tra le opere del museo e quelle provenienti da altre istituzioni, avviato nel 2022 proprio con Tiziano, attraverso il progetto Dialoghi di natura e di amore che metteva in relazione la Ninfa e Pastore del Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Tra le altre scoperte del recente restauro figura un talamo di velluto verde nascosto dietro le mura, simbolo della verginità di Maria, che stabilisce a sua volta un ulteriore dialogo con Amor Sacro e Amor Profano. Quest’ultimo quadro era stato realizzato in occasione del matrimonio del veneziano Niccolò Aurelio e di Laura Bigarotto: dello sposo è infatti lo stemma che compare nell’opera, in una declinazione delle forme d’amore che il curatore definisce “a dir poco poetica”.