I genitori e il fratello di Chiara Poggi confermano la decisione di non costituirsi parte civile nel procedimento che potrebbe aprirsi nei confronti di Andrea Sempio. La scelta arriva all’avvio di una settimana cruciale, in cui Sempio dovrà decidere le mosse in vista del 18 ottobre, data della scadenza dei termini per il deposito di memorie e controconsulenze nell’indagine in cui è accusato dell’omicidio di Garlasco.
Il nuovo quadro processuale si è delineato dopo la seconda chiusura dell’inchiesta della procura di Pavia sul delitto per il quale il fidanzato Alberto Stasi era stato condannato a 16 anni di reclusione. I pm pavesi hanno offerto una rilettura dell’accaduto, incolpando Sempio; per lui è dunque possibile, forse già nelle prossime settimane, una richiesta di rinvio a giudizio.
La madre e il padre della vittima, come ha ripetuto il loro legale Gian Luigi Tizzoni, «non si costituiranno» contro Sempio. I genitori, oltre a ritenere Stasi colpevole, non possono secondo loro chiedere per due volte il risarcimento per lo stesso «danno», essendo lo Stato, con la sentenza passata in giudicato, «già deciso». Tale scelta non pregiudica però il loro riconoscimento come parte offesa nel procedimento né un’eventuale azione civile.
Intanto domani si terrà una riunione tra i legali e i consulenti di Sempio in cui sarà deciso a quali e quanti punti rispondere alle relazioni di approfondimento dei pm di Pavia sulla dinamica dell’aggressione, sull’impronta a pallini lasciata dal killer sulla scena del crimine e su altri temi.
Sono infine attese le convocazioni di testimoni nel filone di inchiesta che riguarda l’operato del Ris di Parma ai tempi della prima indagine, coordinata dalla pm di Vigevano Rosa Muscio, oggi giudice a Milano.


























































