Circa 2 miliardi di euro di valore della produzione nel 2024, oltre 500 milioni di valore aggiunto e più di 10 mila occupati diretti e indiretti: sono questi i numeri della cantieristica navale e nautica dei porti di Genova e Savona‑Vado Ligure fotografati dal primo rapporto dell’Osservatorio socioeconomico “Imprese, Lavoro, Valore”, presentato nella Sala del Capitano di Palazzo San Giorgio.
Lo strumento nasce dalla collaborazione tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Confindustria Genova e Unione Industriali Savona, formalizzata con un protocollo d’intesa. L’Osservatorio avvia un percorso di rilevazione e analisi continuativa sulle attività di costruzione e riparazione navale e nautica, componente rilevante per il posizionamento dell’Italia nella cantieristica internazionale.
Il rapporto analizza quattro comparti — costruzione navale, riparazione navale, costruzione nautica e riparazione nautica — e segnala una netta prevalenza delle attività di costruzione nautica a Savona–Vado Ligure. A Genova il valore della produzione raggiunge circa 1,9 miliardi di euro; a Savona–Vado Ligure supera i 50 milioni di euro. In entrambi gli ambiti il valore risulta in crescita rispetto al 2021.
L’indagine ha coinvolto 87 imprese, con 63 risposte, e ha affiancato ai questionari interviste alle principali aziende capocommessa. Il lavoro integra le informazioni dell’Autorità e le fonti economiche con la conoscenza delle associazioni industriali e il coinvolgimento diretto delle imprese. “Abbiamo costruito un sistema di indicatori che consente di leggere insieme produzione, valore aggiunto, occupazione e caratteristiche del distretto — ha spiegato il segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale, Tito Vespasiani — L’indagine diretta ha raccolto le risposte di oltre il 70% delle imprese contattate, affiancando ai dati economici le informazioni sulle relazioni di filiera e sui fabbisogni professionali. Emerge un sistema fortemente integrato, con oltre sessanta specializzazioni, nel quale la disponibilità di infrastrutture comuni e di personale qualificato incide sulla capacità produttiva. Questa prima rilevazione costituisce il riferimento per gli aggiornamenti successivi: il confronto nel tempo ci consentirà di capire come cambiano il settore, la domanda di lavoro e le esigenze delle imprese”.
Il sistema descritto dal rapporto comprende grandi imprese capocommessa e una rete di aziende specializzate: oltre la metà delle rispondenti è di piccole dimensioni e i rapporti di fornitura e subfornitura collegano le attività portuali a una filiera più ampia. Sul piano occupazionale il comparto conta circa 4.400 addetti diretti e 6.000 indiretti, con oltre sessanta specializzazioni professionali censite; accanto a carpentieri, saldatori, elettricisti e meccanici operano progettisti, tecnici e figure di coordinamento delle commesse.
Il focus sul distretto genovese evidenzia un’incidenza dell’occupazione nella costruzione e riparazione navale e nautica oltre nove volte superiore alla media nazionale. “La cantieristica e le riparazioni navali e nautiche sono una parte importante dell’identità produttiva della Liguria e della capacità industriale italiana — ha sottolineato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Matteo Paroli — Dietro questi numeri ci sono imprese che competono nel mondo, professionalità che si costruiscono negli anni e una rete di fornitori che estende al territorio il valore delle attività portuali. Con Confindustria Genova e Unione Industriali Savona abbiamo assunto un impegno comune: dare continuità alla conoscenza di questo settore e mantenerlo al centro dell’attenzione delle istituzioni. L’Osservatorio ci permetterà di seguirne i cambiamenti, riconoscere per tempo le difficoltà e le opportunità e lavorare insieme sulle condizioni che possono sostenerne la crescita”.
Tra le criticità evidenziate emergono l’elevata saturazione dei bacini di carenaggio e una domanda potenziale aggiuntiva che incontra limiti nella disponibilità di spazi e nella capacità degli impianti. Aree operative, accosti e bacini adeguati alle dimensioni delle navi sono elementi centrali per le prospettive industriali del settore e per la pianificazione portuale.
Dalle interviste è emersa anche la difficoltà nel reperire personale qualificato, soprattutto nei mestieri tecnici e artigianali, insieme alla crescente domanda di figure capaci di integrare preparazione tecnica e capacità gestionali. Elettronica, nuovi impianti e tecnologie di bordo si affiancano alle professionalità tradizionali, ampliando i fabbisogni delle imprese; il raccordo con il sistema formativo, l’esperienza pratica in azienda e la conoscenza delle opportunità professionali da parte dei giovani sono indicati come ambiti di lavoro per sostenere il ricambio generazionale e la trasmissione delle competenze.
Sulla necessità di rafforzare infrastrutture e competenze è intervenuto il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi: “La riforma dei porti va nella direzione di rafforzare la competitività del nostro sistema marittimo, valorizzando le filiere industriali che generano lavoro, investimenti e crescita. I numeri della cantieristica ligure dimostrano quanto sia strategico mettere le Autorità portuali nelle condizioni di programmare meglio, investire nelle infrastrutture e rispondere alle esigenze delle imprese. La sfida è trasformare questo patrimonio di competenze in nuove opportunità di sviluppo, superando i limiti infrastrutturali e la carenza di professionalità specializzate”.
Per il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, “questo Osservatorio ha un valore enorme, è uno strumento importante per delineare strategie e scelte future. Il compito di un’amministrazione pubblica è quello di eliminare gli ostacoli, ridurre il più possibile la burocrazia e garantire il supporto necessario agli imprenditori, tenendo sempre la porta aperta di fronte a chi vuole investire sul territorio. Roosevelt diceva che un investimento pubblico di 1 dollaro in una infrastruttura porta almeno 3-4 dollari di ricaduta sul territorio: in Liguria ci sono investimenti in corso per circa 17 miliardi di euro. Oltre al Terzo Valico, l’investimento più importante è quello sulla nuova Diga: un’infrastruttura incredibile, che consentirà di accogliere le navi più grandi e realizzare nuove banchine. Siamo impegnati a costruire meccanismi che facilitano gli imprenditori a fare il loro lavoro, con il fine ultimo di garantire ricadute economiche e occupazionali sul territorio”.
Anche le associazioni industriali hanno partecipato alla presentazione. Per Confindustria Genova il vicepresidente con delega all’Industria del Porto di Genova e del Tigullio, Marco Ghiglione, ha sottolineato la volontà di far conoscere “il valore della produzione, dell’occupazione, dell’indotto creato sul territorio dalle aziende del comparto di costruzione e riparazione navale e nautica del porto di Genova”; mentre la presidente dell’Unione Industriali Savona, Caterina Sambin, ha dichiarato: “Appoggiamo anche noi questa iniziativa della Autorità di Sistema perché valorizza un comparto della Blue economy, quello industriale della Cantieristica che costituisce una eccellenza Italiana e un possibile asset di sviluppo per il contesto industriale del Porto”.
L’attività dell’Osservatorio proseguirà con aggiornamenti periodici degli indicatori e approfondimenti tematici, anche su innovazione, ambiente e sicurezza, con l’obiettivo di consolidare nel tempo uno strumento utile alle imprese e alle istituzioni per accompagnare l’evoluzione della filiera.






























































