Palazzo Ducale di Genova ospita la mostra “Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne. 200 anni di Arte dalla Collezione Scharf”, in programma da domani al 2 maggio 2027. L’esposizione propone un percorso cronologico che attraversa oltre due secoli di arte francese, a partire dalle incisioni di Francisco Goya e dagli studi dal vero di Jean-Baptiste Camille Corot fino alla rivoluzione en plein air degli Impressionisti.
La rassegna è stata presentata in anteprima alla stampa dalla curatrice Ilaria Bonacossa, direttrice di Palazzo Ducale, insieme alla presidente della fondazione culturale Sara Armella, alla vicepresidente della Regione Liguria Simona Ferro e all’assessore alla Cultura del Comune di Genova Giacomo Montanari.
Le opere di Monet, Renoir e Degas mettono al centro della tela la luce e la materia cromatica, aprendo la strada al Post-Impressionismo di Paul Cézanne e alle sperimentazioni di Pierre Bonnard, Édouard Vuillard e Henri de Toulouse-Lautrec, intrise di suggestioni orientali. L’itinerario prosegue dal Surrealismo all’Espressionismo Astratto e culmina nei linguaggi dell’arte contemporanea con lavori di Sam Francis, Hiroshi Sugimoto, Daniel Richter, Tony Cragg e Katharina Grosse.
Per la prima volta in Italia il pubblico potrà vedere da vicino oltre 140 capolavori dell’arte francese provenienti da una prestigiosa raccolta privata tedesca a lungo rimasta riservata.
“La cultura non conosce confini: attraversa epoche, geografie e generazioni, creando ponti dove la storia ha tracciato distanze – commenta Armella -. Genova, città da sempre crocevia di popoli, commerci e culture, è il luogo ideale per accogliere un’esposizione di straordinario valore artistico e internazionale”.
“Lavorando alla mostra, mi sono ritrovata a riflettere non tanto sui singoli capolavori, quanto sulla straordinaria continuità di un progetto – sottolinea Bonacossa -. La Collezione Scharf è certamente una delle grandi raccolte private europee di arte francese dell’Ottocento e del Novecento. Eppure, ciò che la rende davvero unica non è soltanto la qualità delle opere di Monet, Degas, Cézanne o Bonnard, né l’eccezionale ampiezza del suo patrimonio. È il fatto che questa collezione abbia saputo rimanere intellettualmente viva per oltre due secoli”.


























































