martedì, Ottobre 20, 2026
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Giappone: rischio carenza di crematori entro il 2040 in 9 delle 20 città

Un’indagine del quotidiano Yomiuri Shimbun rivela che almeno nove delle venti città giapponesi designate dal governo rischiano di non disporre di crematori sufficienti intorno al 2040, quando l’invecchiamento della generazione del baby‑boom dovrebbe portare i decessi a un livello storico. La crescente domanda grava già sui bilanci comunali, che faticano a finanziare l’ammodernamento di impianti datati.

La legge su cimiteri e sepolture impone ai gestori di ottenere l’autorizzazione delle autorità prefettizie o municipali e, per una direttiva dell’ex ministero della Salute, di operare senza scopo di lucro. Alla fine dell’anno fiscale 2025 gli impianti pubblici erano 1.316, circa il 97% dei 1.350 crematori del Paese, gestiti singolarmente o in forma associata dai comuni.

Interpellate sulla possibilità di superare la capacità annua, Yokohama e Hiroshima hanno risposto che la soglia è già stata oltrepassata. Altre cinque città prevedono carenze già negli anni ’30: Saitama intorno al 2030, Chiba nel 2033, Sakai nel 2035, Sagamihara tra il 2035 e il 2036 e Kawasaki nel 2036. A Chiba, nella stagione invernale, le famiglie devono attendere da sette a dieci giorni.

Tutte le città coinvolte, eccetto Okayama, hanno in programma nuove costruzioni, ristrutturazioni o ampliamenti degli impianti. Tuttavia il nodo dei costi ha spinto l’associazione dei sindaci delle città designate a chiedere, a dicembre e per la prima volta, un sostegno finanziario allo Stato.

Le stime demografiche appaiono già superate: nel 2023 l’istituto nazionale di ricerca demografica prevedeva un picco di circa 1,65 milioni di morti nel 2040, ma i dati del 2025 risultano superiori di circa 70.000 unità rispetto a quelle proiezioni.

Anche Tokyo potrebbe trovarsi di fronte a una carenza attorno al 2040. Nei 23 comuni il mercato è dominato da poche società private e le tariffe sono aumentate sensibilmente; il governo metropolitano e le amministrazioni locali stanno valutando misure urgenti. L’indagine segnala così una sfida che riguarda l’intera società giapponese: come garantire, in un Paese che invecchia rapidamente, un ultimo saluto dignitoso a una generazione che ha ricostruito il Giappone del dopoguerra, mentre il tempo per trovare risposte si riduce.