Al Museo San Domenico di Imola sabato 17 ottobre inaugura la mostra Ultima spiaggia. Odissee e naufragi dei migranti nel Mediterraneo orientale, del fotografo Italo Rondinella; la rassegna sarà visitabile fino al 7 febbraio.
Rondinella vive in Turchia dal 2013 e documenta la cosiddetta rotta orientale, il percorso che dalle coste turche conduce i migranti — provenienti soprattutto da Siria, Afghanistan e Iraq — verso Grecia, Cipro e Bulgaria. Tra il 2015 e il 2016 questa rotta ha registrato il suo massimo afflusso, con quattrocentomila afgani e duecentomila iracheni.
Nel 2017, raccontando le vite dei sopravvissuti, il fotografo si è imbattuto in una nuova storia e ha deciso di rappresentarla in modo diverso, coinvolgendo non solo la vista ma anche l’udito e, dove possibile, il tatto. Il progetto si articola attraverso fotografie, suoni e frammenti di vita vera per narrare il fenomeno migratorio e le sue contraddizioni dal punto di vista di ciò che resta.
L’esposizione è organizzata da Imola Musei in collaborazione con l’Associazione Segni del Moderno e la Galleria d’arte Bottega Gollini. La curatela è affidata al direttore dei musei civici di Imola Diego Galizzi insieme a Giorgio Bolognesi e Luigi Foschini.
Le immagini e gli oggetti raccolti da Rondinella, sottratti all’oblio e consegnati alla memoria collettiva, compongono un racconto pensato per riaccendere l’attenzione su uno dei fenomeni più complessi del nostro tempo.



























































