giovedì, Ottobre 22, 2026
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Italia: 67% rinuncia a possibili riduzioni per proteggersi da rialzi dell’energia

Il 67% dei consumatori italiani sarebbe disposto a rinunciare ai benefici di eventuali riduzioni di prezzo dell’energia pur di proteggersi da rialzi improvvisi, con una preferenza che si riscontra trasversalmente tra le diverse fasce di reddito (67% tra i redditi bassi e 68% tra quelli alti).

Secondo la quarta edizione dell’osservatorio Edison Censis sull’evoluzione del rapporto con l’energia di cittadini e imprese, il 92% della popolazione adotta quotidianamente comportamenti di risparmio per abitudine e non per emergenza. Inoltre il 64% degli intervistati mostrerebbe interesse per un’offerta pluriennale — di almeno 5 anni — a prezzo competitivo proveniente da fonti rinnovabili.

Il rapporto sottolinea come, in un contesto di oscillazioni continue, emerga in modo forte e trasversale il bisogno di certezza: una ricerca di stabilità finalizzata a sottrarre almeno una parte della vita quotidiana all’incertezza esistenziale del tempo presente.

Tra le microimprese, il 67% teme che eventi internazionali di rilievo possano provocare aumenti dei prezzi dell’energia. Solo il 25% ha effettuato una diagnosi energetica per valutare consumi e possibili miglioramenti, mentre oltre due terzi (63%) non prevede interventi nei prossimi due anni. Nove imprese su dieci non usufruiscono di incentivi o agevolazioni pubbliche.

Dal rapporto emerge anche che il 71% delle microimprese ritiene importanti offerte a prezzo fisso per periodi di 12 o 24 mesi. Per quanto riguarda le Comunità energetiche rinnovabili (Cer), il 51% degli italiani le conosce — quasi otto punti percentuali in più rispetto al 2023 — e tra chi le conosce il 65% sarebbe pronto ad aderire.