Il mercato dell’audiovisivo di rete in Italia vale circa 13,9 miliardi di euro nel 2024, con un tasso di crescita annuo composto (Cagr 2020-2024) del 6,5%. A guidare la ripresa post-Covid è il segmento dell’Online Video, che segna un incremento del 24% e raggiunge 5,4 miliardi di euro, pari al 39% del totale. La televisione lineare rimane invece sostanzialmente stazionaria, con 8,5 miliardi di euro (61% del mercato) e una lieve flessione dello 0,1%.
La fotografia del settore è contenuta in un’analisi presentata dall’Apa (Associazione Produttori Audiovisivi) con il supporto di Deloitte in occasione della presentazione della XII Edizione del Mia a Palazzo Barberini. In quella sede l’associazione ha anche lanciato la proposta di istituire il primo Fondo italiano investimenti per l’Audiovisivo.
Il report evidenzia una trasformazione progressiva dell’industria nazionale, sempre più al centro dell’interesse dei grandi conglomerati media europei ed esteri. Negli ultimi anni si è registrata un’accelerazione delle acquisizioni di storiche società di produzione italiane da parte di player internazionali, tra cui i casi di Cattleya, Palomar, Groenlandia, Our Films e Lux Vide.
Nonostante l’attrattività, il tessuto produttivo italiano resta altamente frammentato: circa il 94% della filiera è composto da micro-imprese con meno di nove addetti e il 60% registra un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro. Per i piccoli operatori indipendenti diventa più difficile l’accesso al credito e ai finanziamenti pubblici, in un contesto segnato anche dalla contrazione del Tax Credit, passato da circa 700 milioni di euro nel 2024 a 500 milioni stimati per il 2027.
Dal punto di vista delle risorse, il 60% dipende dai committenti e oltre l’80% dei ricavi deriva da fee produttive. Nonostante le criticità finanziarie, il settore si conferma un volano strategico per l’economia reale e per il turismo.
L’impatto dei contenuti audiovisivi valorizza i territori, generando aumenti significativi di presenze turistiche nelle location delle fiction, con esempi come Don Matteo in Umbria, L’amica geniale a Napoli o The White Lotus a Taormina. Particolarmente rilevanti sono le ricadute nel Mezzogiorno: in Puglia l’Apulia Film Commission ha generato un indotto diretto e indiretto di oltre 100 milioni di euro nel 2024, mentre in Campania e Sicilia gli investimenti regionali continuano a stimolare la crescita dell’occupazione e della produzione locale.


























































