sabato, Ottobre 17, 2026
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Italia, Niulinx: senza modifiche al Codice strada la guida autonoma va all’estero

C’è allarme tra le aziende italiane impegnate nello sviluppo della guida autonoma per il nuovo Codice della strada che, per la prima volta, riconosce i veicoli a guida automatizzata prevedendo la possibilità di sorveglianza anche da remoto. Tuttavia la supervisione da remoto rinvia a un decreto che non è ancora stato emanato: fino ad allora il controllore del veicolo dovrà essere a bordo.

«Il testo del nuovo Codice della strada inviato dal Mit al Parlamento riconosce per la prima volta la possibilità di avere un’auto che si guida da sola e questa è una buona notizia. Ma ha due difetti fondamentali che rendono questo testo respingente per chi voglia dare all’Italia servizi basati sulla guida autonoma su strada pubblica: richiede comunque la presenza di un autista a bordo e lascia la responsabilità in capo a quest’ultimo anche se evidentemente non ce l’ha», dichiara Luca Foresti, ceo di Niulinx, spin-off del Politecnico di Milano.

«Poiché i processi legislativi hanno per loro natura tempi lunghi il rischio che si sta correndo per il paese è che gli operatori come Niulinx vadano prima in altri paesi europei con codici più avanzati ad erogare i propri servizi. Sarebbe una occasione persa per l’Italia», aggiunge Foresti.

Niulinx, che impiega 100 persone, sviluppa un sistema di guida automatizzata di livello 4 con hardware e software proprietari, installato su Fiat 500e di serie e già in sperimentazione su strada in Italia. Se il testo non verrà modificato, spiega l’azienda, le prove per l’omologazione dovranno essere svolte all’estero, in Paesi come Germania e Spagna che hanno già regole ritenute più adeguate. Ciò comporterebbe lo spostamento di investimenti, ingegneri e dell’intera filiera industriale che si sta sviluppando attorno al settore.

Niulinx, che ha già un ufficio a Monaco di Baviera, rischia di essere tra le prime realtà a trasferire attività. L’azienda, sottolinea il ceo, opera in un contesto in cui l’Italia dispone di competenze di primo piano: ad aprile ha raccolto 38 milioni di euro da investitori del calibro di Cdp Venture Capital, A2a, Ferrovie dello Stato e Pirelli.