“L’idea era di raccontare un’opportunità di scambio tra chi sa già di aver imparato e chi invece sta vivendo l’obbligo della formazione, il dover imparare”. Con queste parole Marco Allegrezza sintetizza il senso della docuserie Strade Maestre – La scuola in cammino, diretta da Allegrezza insieme a Marco Leopardi e Sabrina Scansani.
La serie, presentata ad Alice nella città, il festival parallelo alla Festa del Cinema di Roma (13-25 ottobre), è composta da sei puntate da 30 minuti e prodotta da Stemal Entertainment in collaborazione con Rai Fiction. Arriverà nel 2027 su Rai3 e successivamente su RaiPlay.
Al centro del racconto ci sono otto ragazzi e ragazze, tra i sedici e i diciotto anni — Gioele, Anna, Aron, Lisa Sofia, Edoardo, Ariele, Lolevia e Neri — accompagnati da tre insegnanti e guide (Roberta Cortella, Marco Saverio Loperfido e Marcello Paolocci) e da altre figure educative che si alternano lungo il percorso. L’esperimento nasce dal progetto educativo della cooperativa sociale CamminaMenti e fonde il programma di studi con la geografia del viaggio: la storia nei luoghi dei grandi eventi, la letteratura nei paesaggi legati alle opere degli autori, le scienze naturali direttamente sul campo.
Il percorso copre ampie tratte d’Italia: da Orvieto a Civitavecchia, da Palermo alla Calabria, dalla dorsale appenninica a Bologna e Venezia fino a Trieste, toccando città come Bari, Roma e Firenze oltre a numerosi paesi più piccoli. Nella pratica, il progetto alterna giornate di cammino quotidiano — in alcune fasi si arrivava a percorrere 25 km al giorno — a lezioni e interrogazioni svolte in movimento, intervallate da periodi di stanzialità dedicati all’approfondimento delle materie.
La narrazione mette in luce le personalità dei ragazzi che, nel corso del cammino, si aprono al dialogo e al confronto. Emergono fragilità e storie personali — c’è chi ha superato un disturbo alimentare, chi proviene da un contesto familiare difficile — ma anche capacità, empatia e speranze. Allegrezza e Leopardi hanno viaggiato insieme ai ragazzi mentre Scansani visionava il materiale e curava il montaggio: sono state realizzate oltre 353 ore di riprese. Scansani parla di “una fatica fisica colossale” per riuscire a cogliere gli eventi così come accadevano; Leopardi spiega che l’obiettivo era “seguirli senza mai interferire con il viaggio”, trovando un modo per essere “completamente inglobati” e in qualche modo “invisibili”.
La serie mostra come, nonostante le inevitabili frizioni, nelle dinamiche tra ragazzi e adulti prevalgano coesione e senso di famiglia. “Credo che il cammino sia la chiave di tutto — osserva Leopardi —. Questa è un’esperienza che ti porta ad avere attenzione l’uno per l’altro, a prendere delle decisioni comuni. È inevitabile: se vuoi stare insieme devi trovare dei compromessi e degli accordi. Il cammino è veramente il collante, secondo me, di questa unione”.
Roberta Cortella porta da tempo questa modalità anche in ambito scolastico, con escursioni orientate al cammino all’inizio dell’anno: secondo Leopardi bastano tre giorni per consolidare il senso d’amicizia in una classe. Pur riconoscendo l’efficacia dell’esperienza, Leopardi suggerisce che un progetto più lungo e strutturato come Strade Maestre potrebbe essere dedicato, in una visione pratica, a un numero limitato di partecipanti — in particolare a ragazzi con problemi di attenzione o difficoltà a rimanere “all’interno di quattro mura” — concentrandosi su chi ne ha più bisogno.


























































