A Kathmandu, in Nepal, i musicisti abruzzesi hanno unito musica e teatro portando la loro esperienza all’interno della spedizione scientifica Pyramid26. Setak e Luca Romagnoli, voce dei Management, hanno coinvolto bambini e comunità locali in un progetto che mescola performance e partecipazione.
I ragazzi accolti alla Docs Foundation, struttura che ospita bambini in condizioni di vulnerabilità, hanno dipinto il fondale, imparato le parti e si sono improvvisati attori per uno spettacolo collettivo nato dal brano Ho visto un re, di Dario Fo e interpretato da Enzo Jannacci. «Vedere Luca e Fabrizio lavorare in quel modo mi ha commosso profondamente, così come mi ha commosso riconoscere negli occhi dei bambini dell’orfanotrofio l’amore che provavano per loro – racconta Nicola Pomponi, in arte Setak – In qualche modo ci hanno insegnato cosa significa voler bene a fondo perduto».
Il progetto A Jester on Sagarmatha – A Tribute to Dario Fo, dedicato al centenario della nascita del Nobel, ha coinvolto, oltre a Setak e Romagnoli, il musicista Fabrizio Cesare, l’attore Icks Borea e l’artista visiva Lucia Sicuro. Due gli appuntamenti musicali nella capitale nepalese: il 9 ottobre con un concerto accompagnato da letture teatrali tratte dalle opere di Fo, e l’11 ottobre al Museo della Musica Folk Nepalese, dove la musica di Romagnoli e i versi in dialetto abruzzese di Setak hanno incontrato la tradizione locale. Sul palco con gli artisti italiani si sono esibiti anche la cantante Rekha Shah e il flautista Ratna BK.
«Questo lunghissimo viaggio mi ha fatto ricordare qual è il senso più profondo dell’arte: non celebrare sé stessi, ma creare uno spazio in cui incontrarsi – osserva Romagnoli – Bisogna attraversare i confini per cancellarli, rovesciare le prospettive, dare voce a chi non ne ha».
La spedizione Pyramid26, diretta dal fisiologo Vittore Verratti dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, ha portato i ricercatori fino a 5.050 metri, ai piedi dell’Everest, per studiare gli effetti della carenza di ossigeno sull’organismo. Sono state coinvolte le università d’Annunzio di Chieti-Pescara e dell’Aquila, quest’ultima impegnata nello studio del sonno. Il viaggio è documentato anche dal fotoreportage di Stefano Ardito. Per Setak resta il ricordo dei bambini e di una città attraversata da traffico, spiritualità e contraddizioni, «un meraviglioso disordine che mi porterò sempre nel cuore».



























































