sabato, Ottobre 17, 2026
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La Paz: José Kast, prima visita cilena in Bolivia dopo oltre 70 anni e accordi

“Oggi, senza dimenticare il passato, iniziamo a costruire insieme il futuro delle nostre nazioni. Che i nostri figli non debbano aspettare 70 anni per vedere i loro presidenti stringersi la mano”. Con queste parole il presidente cileno José Kast ha chiuso l’incontro odierno a La Paz con il suo omologo boliviano Rodrigo Paz, la prima visita di un capo di Stato cileno in Bolivia in oltre 70 anni, legata soprattutto alla storica disputa territoriale per lo sbocco al mare che risale al 1904.

Kast ha riconosciuto l’esistenza di divergenze storiche fra i due Paesi: “Non farò finta che non esistano differenze, perché esistono. Sono differenze reali, di natura storica. Ma le divergenze non possono servire da scusa per restare paralizzati, i nostri popoli ci chiedono di andare avanti, di progredire e di prosperare”, ha detto il presidente cileno.

Alla dichiarazione sono seguiti accordi concreti in vari settori. Cile e Bolivia hanno infatti siglato intese in materia di energia, sicurezza e infrastrutture, fra cui un memorandum sulla cooperazione nel settore minerario e i primi passi verso l’interconnessione elettrica.

Tra i progetti concordati figura un corridoio transoceanico in fibra ottica che mira a creare un collegamento digitale tra l’Oceano Pacifico e l’Oceano Atlantico attraverso i territori di entrambi i Paesi.

Sul fronte energetico, i governi hanno deciso di avviare un progetto per invertire il flusso dell’oleodotto tra Sica-Sica e Arica, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento di carburante per la Bolivia, le cui riserve di petrolio e gas sono in esaurimento.

In ambito sicurezza, infine, è stata concordata la necessità di potenziare i meccanismi di coordinamento tra le forze di polizia, intensificare lo scambio di informazioni di intelligence e migliorare la gestione dei flussi migratori.