martedì, Ottobre 20, 2026
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Liguria, il Consiglio regionale boccia la richiesta di sospendere la centrale unica 118

Il Consiglio regionale della Liguria ha respinto l’ordine del giorno 442, presentato dal consigliere del Partito Democratico Roberto Arboscello, che chiedeva la sospensione del processo di centralizzazione del servizio 118 in un’unica Centrale Operativa Regionale. La votazione si è conclusa con 16 voti contrari del centrodestra e 9 favorevoli.

L’ordine del giorno, sottoscritto anche dai consiglieri Armando Sanna, Carola Baruzzo, Simone D’Angelo, Enrico Ioculano, Davide Natale, Andrea Orlando, Katia Piccardo e Federico Romeo, mirava a riaprire il confronto sulle modalità dell’accorpamento e a coordinare la riorganizzazione ligure con il percorso nazionale di riforma del sistema di emergenza sanitaria territoriale.

Arboscello ha spiegato di non essere contrario alle razionalizzazioni in sé, ma di ritenere necessaria una verifica preventiva delle condizioni per realizzarle senza compromettere l’efficacia degli interventi. Ha richiamato le perplessità espresse da alcuni tecnici del settore, sottolineando la necessità della piena disponibilità delle infrastrutture tecnologiche e di un’adeguata preparazione degli operatori.

Tra i punti più discussi è emersa la questione della conoscenza del territorio: con la centralizzazione, un operatore potrebbe gestire richieste di soccorso provenienti da zone della regione che non conosce direttamente. Per Arboscello questo richiede formazione specifica e sistemi tecnologici che supportino l’individuazione delle località e il coordinamento dei mezzi.

La richiesta non mirava ad abbandonare il progetto, ma a sospenderne l’attuazione per valutare possibili modelli organizzativi alternativi. Arboscello ha evocato l’ipotesi di ridurre le attuali cinque centrali operative a due o tre, lasciando a un confronto tecnico l’individuazione della soluzione più adatta alla Liguria.

L’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò si è detto contrario all’ordine del giorno. Nel dibattito Jan Casella (AVS) ha sottolineato che le preoccupazioni non possono essere considerate mere rivendicazioni territoriali, ma provengono da diverse province e coinvolgono operatori e professionisti che chiedono di essere ascoltati.

A difesa della riorganizzazione è intervenuto Rocco Invernizzi (FdI), che ha richiamato gli incontri sul territorio, anche nella provincia di Savona, organizzati per illustrare il funzionamento del nuovo sistema. Secondo Invernizzi, gli strumenti tecnologici disponibili consentono di localizzare le richieste di soccorso e inviare i mezzi necessari indipendentemente dalla sede in cui viene ricevuta la chiamata, e la distanza fisica tra operatore e luogo dell’emergenza non comprometterebbe necessariamente la tempestività degli interventi.

La maggioranza ha inoltre affermato che l’accorpamento non verrà completato finché non saranno presenti tutte le condizioni necessarie, citando le esperienze nelle province in cui la riorganizzazione è già stata avviata. Su questo punto è intervenuto Enrico Ioculano (Pd), che ha portato all’attenzione dell’aula problematiche segnalate nell’Imperiese, dove il nuovo sistema è già operativo.

Ioculano ha fatto riferimento a difficoltà emerse nei mesi estivi, segnalate anche dai vigili del fuoco, relative al coordinamento degli interventi e all’individuazione delle località in cui inviare i mezzi. Ha citato episodi in cui sarebbero stati mobilitati mezzi per emergenze già risolte o in cui si sono registrate difficoltà nell’indirizzamento degli interventi, criticità che, secondo lui, richiedono verifiche approfondite prima di un’ulteriore estensione del nuovo modello organizzativo.

Il consigliere ha inoltre invitato a confrontarsi direttamente con il personale delle centrali operative, anche al di fuori degli incontri ufficiali con i vertici, per raccogliere valutazioni sulle difficoltà riscontrate nel lavoro quotidiano. Davide Natale (Pd) ha richiamato l’importanza di un confronto che permetta agli operatori di esprimere liberamente eventuali problematiche, anche attraverso modalità che ne tutelino l’anonimato.

Il progetto della centrale operativa regionale unica resta confermato, mentre le opposizioni continuano a chiedere maggiori garanzie tecnologiche e organizzative per assicurare l’efficienza del servizio 118 su tutto il territorio ligure.